Archivio Articoli luglio 2019

Ciao Professore!

La morte di Luciano De Crescenzo ha chiaramente intristito tutti i napoletani, e crediamo non solo essi, ma tutte le persone perbene. Il suo successo arriva quando, pur continuando a lavorare presso la IBM di Milano come addetto alle Pubbliche Relazioni (evidentemente la sua natura umanistica emergeva anche in un lavoro di matrice scientifica), pubblica il libro “Così parlo Bellavista”, favorito anche dall’interesse che suscitò in Maurizio Costanzo, e che nel titolo si rifà ironicamente all’opera di Nietzsche “Così parlò Zarathustra”.

Ci permettiamo di dire ironicamente proprio perché nel capolavoro di De Crescenzo, la Filosofia viene spiegata a piccole dosi e con argomenti molto semplici, e difatti il successo editoriale del libro è stato notevolissimo. Le vicende di Bellavista e dei suoi amici sono quelle di tanti napoletani, e la filosofia di vita che si respira nella nostra città in qualche modo riesce a far sua quella dei grandi uomini di cultura citati dal filosofo in pensione. Del resto, una città che ha attraversato tante dominazioni senza perdere la propria identità, non poteva che fare altrettanto anche con il pensiero filosofico. Luciano De Crescenzo è stato anche conduttore televisivo e regista, ma a noi piace ricordarlo principalmente nelle vesti del Professor Bellavista, al punto che il film uscito nel 1984 ricavato dal libro, dopo più di 35 anni dalla sua uscita, è ancora gettonatissimo nelle varie TV locali.

Quanti di noi non abbiamo, almeno una volta, ripetuto una della battute del suo film, o espresso a nostro uso e consumo i concetti filosofici che abbiamo appreso da te, caro Luciano. Pochi anni dopo, Robin Williams ne “L’attimo fuggente” del 1989 interpretava un professore fuori dagli schemi che invitava i suoi alunni a pensare con la propria testa e a vivere la vita in ogni suo attimo. Famoso era il richiamo alla espressione “Carpe diem”, tradotto universalmente in “cogli l’attimo”, ma letteralmente si traduce in “prendi il giorno” … un po’ così come viene, aggiungeremmo, che sembra particolarmente vicino al modo napoletano di vivere!

Ricordiamo che questa citazione è del poeta romano Orazio, che continuò la poesia aggiungendo “quam minimum credula postero”, frase che nel film viene detta all’unisono da Bellavista e i suoi allievi! Ovviamente ci mancherai per quello che ancora avresti potuto dare, ma sicuramente rimarrai sempre vivo per tutto quello che ci hai dato e fatto capire. Tu per noi non sei morto, sei ancora vivo e sarai sempre attuale al pari di altri grandi napoletani come Totò ed Eduardo.

Ciao Professore!

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"We Love The Beatles", il nuovo disco dei "Neri Per Caso" presentato a "Vulcanici", il programma TV di Michelangelo Iossa

I Neri Per Caso ospiti nella trasmissione TV di Michelangelo Iossa per presentare in anteprima assoluta la loro ultima fatica discografica!

We Love The Beatles, questo il titolo dell'ultima fatica discografica dei Neri Per Caso dedicato ai Quattro di Liverpool e che sarà presentata a Vulcanici - Artisti Incandescenti, il programma televisivo scritto e condotto dal giornalista Michelangelo Iossa, ferratissimo sullo sterminato mondo beatlesiano.

La puntata andrà in onda su Canale 9 alle 23:30 di giovedì 18 luglio 2019 e, in nazionale, martedì 23 luglio 2019 a mezzanotte sul circuito 7 Gold.

Uno special monografico in cui Gonzalo, Ciro, Mimì, Daniele, Mario e Massimo si raccontano e nel corso del quale eseguono dal vivo alcuni brani-simbolo della loro carriera e canzoni tratte da We Love The Beatles (Elios Recording, 2019).

Vulcanici è il magma della creatività, della forza e della passione per l’arte. La trasmissione nasce da un’idea di Daniele Ippolito, storico produttore teatrale e televisivo, ed è condotta dal giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, da molti anni tra i più attivi divulgatori musicali italiani. La realizzazione televisiva è a cura della regista Giada De Gregorio.

Il programma andrà in onda sulla piattaforma televisiva terrestre DVBT di Canale 9 e sul circuito nazionale 7 Gold: al pubblico televisivo dell’emittente si affiancherà quello più ampio e trans-regionale che il programma raggiungerà attraverso il web. Ogni puntata infatti, verrà distribuita sulla piattaforma YouTube di Canale 9, condivisa dai canali-social di Canale 9, di Vulcanici, di DipMusic e di Michelangelo Comunicazione e, naturalmente, dalle pagine-social ufficiali degli ospiti che parteciperanno al programma.

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Le Fiabe del Centrino, mostra di pittura al Centro Studi Pietro Golia

Giovedì 4 Luglio 2019, alle ore 18:00, presso il Centro Studi Pietro Golia di Napoli, si svolgerà l’inaugurazione della mostra dal titolo Le Fiabe del Centrino, personale dell’artista Barbara Karwowska. Al vernissage della nota pittrice polacca saranno presenti: Maurizio Vitiello(Sociologo e Critico d’Arte), Luigi Branchini (Presidente del Centro Studi Pietro Golia) e Ivan Guidone (Giornalista e Curatore della Mostra).

Nel corso dell’inaugurazione sarà presente anche l’artista che leggerà al pubblico alcuni stralci di fiabe collegati ai suoi quadri. La personale di Barbara Karwowska – aperta al pubblico fino al 4 Agosto 2019 – ha ricevuto il patrocinio morale del Consolato onorario della Repubblica di Polonia Regione Campania.

Il titolo Le Fiabe del Centrino, deriva da un motivo decorativo molto caro all’artista (usato a mo’ di aureola o corona nei suoi quadri) e dalla sua ispirazione ad alcune fiabe popolari napoletane quali “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile.

Come il tessuto ricamato, così il centrino dipinto dalla Karwowska assume una duplice funzione: decorativa e protettiva. Il primo lavoro nel quale comparve questo motivo decorativo venne realizzato nel 1999 e si trattava de “Il Rosario”, un dipinto di grandi dimensioni composto da 27 tele e due pannelli, donato alla Villa Colombaia di Luchino Visconti ad Ischia. Il centrino assume così un significato simbolico, vuole proteggere il mondo interiore delle personalità ritratte dallaKarwowska.

Le opere esposte vedranno altri due elementi ricorrenti: la corona e la girandola. La coronadiviene il simbolo della potenza interiore, mentre la girandola, quello della fanciullezza e dell’innocenza, rappresentato anche come un mezzo per affrontare con leggerezza le difficoltà della vita e per ritornare un po’ bambini. Evocatrice di leggerezza e movimento la girandola diviene nel “Il Trionfo della Pace” anche il simbolo della serenità. Le tele sono essenzialmente tricromatiche, realizzate con l’utilizzo del marrone, del viola e del bianco. Il marrone, colore dell’artigianato e della natura, rappresenta la vitalità intesa come equilibrio tra corpo e mente; il viola aumenta il mistero e la magia delle sue opere; il bianco invece oltre a conferire luminosità, indica la purezza e la spiritualità del processo creativo.

Al Centro Studi Pietro Golia saranno esposti 9 dipinti di grande formato, tra i quali 6 opere ispirate delle fiabe popolari napoletane:

  • C’era una volta il Re di Vallepelosa, che aveva una figlia chiamata Zoza (anno 2013, olio su tela, 150×100 cm);
  • Arre Cacaore! Il racconto dell’orco (anno 2013, olio su tela, 150×100 cm);
  • La faccia di capra (anno 2014, olio su tela, 150×100 cm);
  • La mortella (anno 2014, olio su tela, 150×100 cm);
  • La Gatta Cenerentola (anno 2014, olio su tela, 150×100 cm);
  • La malinconica principessa Zoza (anno 2013, olio su tela, 150×100 cm).

Durante la personale dell’artista Barbara Karwowska, saranno esposti anche alcuni ritratti di personaggi collegati al suo mondo delle fiabe (Giambattista Basile, Roberto De Simone, eccetera...) e la serie di quadri “Sembrano finestre”, cotituite da 16 tele piccole di 20×20 cm. Riferendosi proprio a questa serie di quadri, la scrittrice Ornella della Libera scrive: «Sembrano finestre, volti affacciati alle finestre del mondo (anche quello virtuale), che guardano, smarriti, sorpresi, intimiditi, insicuri, con rispetto, con timidezza, con educazione l’altro, il diverso, la situazione che sta accadendo, scrutano, scorgono, sbirciano, quasi come se volessero guardare senza essere visti, come se volessero essere fantasmi, invisibili al mondo che invece vuole essere visto, essere protagonista, al centro dell’ attenzione. Loro no. Non sono morbosi voyeurs della vita degli altri: i loro visi sono incompleti, non hanno e non mostrano la loro identità completa, non vogliono essere riconosciuti ed essere riconoscibili. Sono frammenti di vita, frammenti d’identità incomplete, sono pezzi di mosaico di vita, pezzi di puzzle che solo l’Amore può definire, completare.»

BIBLIOGRAFIA DELL’ARTISTA BARBARA KARWOWSKA

Barbara Karwowska è nata a Danzica nel 1970. Consegue il diploma presso il Liceo d’ArteLiceum Sztuk Plastycznych in Orlowo (Polonia) e si trasferisce a Napoli nel 1992, città dalla quale trae innumerevoli spunti per i suoi lavori. Il curriculum dell’artista ormai affermata, conta oltre 50 importanti esposizioni, pubblicazioni in riviste d’arte, come Flash Arte e Viatico, ed altri noti giornali. Alcune sue opere sono state acquistate per prestigiose collezioni, come quella della galleria Changing Role di Guido Cabib e della Galleria d’Arte Salvatore Serio. Nel 2009, in occasione della sua personale Humans presso la clinica Villa del Sole di Caserta, viene pubblicato il primo catalogo dedicato all’arte di Karwowska, appartenente alla collana CurArte, diretta da Enzo Battara. I due dipinti “Teatro” e “Mistero” sono stati selezionati da Manon Slome e Julian Navarro per il catalogo Expectations Berlin – New York (un’idea collegata al Premio Celeste 2010). La sua opera “Fragile guerriera” è stata segnalata sia dalla giuria di Premio Combat 2011 Prize che dalla giuria di Premio Celeste 2011. Tre esposizioni personali della Karwowska sono state ospitate dalla Galleria d’Arte Salvatore Serio: “Tombolati”, “Centrino” e “Acchiappasogni”. Dall’11 al 23 Gennaio 2018, 30 opere di grandi dimensioni hanno costituito il progetto della sua prima Mostra Antologica (1991-2017), a cura della storica dell’arte Fedela Procaccini, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli ed ospitata nella Sala delle Terrazze a Castel dell’Ovo. L’esposizione, patrocinata anche dal Consolato onorario polacco della Regione Campania, ha affascinato e coinvolto numerosi visitatori, invitati a comprendere la creatività e il valore pittorico di Barbara Karwowska. L’artista ha voluto condividere con questa mostra la sua “rinascita” napoletana. La Karwowska, da sempre vicina al mondo dei musicisti, ha ultimamente collaborato con la rock band Nebra per l’ultimo album“Cuore Colpevole”, realizzando l’illustrazione dal titolo “Il Drago del Wawel”.

Hanno scritto di lei: Davide Auricchio, Maya Pacifico, Daniela Ricci, Valeria S. Lombardi,Giuliana Ciancio, Franco Lista, Tony Stefanucci, Riccardo Notte, Angelo De Falco, Fiorella Squillante, Luca Anzani, Anna Maria Giannone, Cosimo Damiano Damato, Sabrina Falzone,Ester De Rosa, Marco Perillo, Anna Smolinska, Francesca Fortunato, Enzo Battara, Luigi Fusco, Antimo Puca, Claudio Marcone, Donatella Trotta, Fedela Procaccini, Sergio Angrisano, Emilia Sensale, Maria Grazia Scrima, Paola De Ciuceis, Renato Aiello, Maurizio Vitiello.

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Baccalà Fest: prossima tappa da Daniele Gourmet ad Avellino

Nuova tappa per il Baccalà Fest che l’8 Luglio alle ore 20.30 approderà ad Avellino in casa di Giuseppe Maglione patron di Daniele Gourmet in Viale Italia, 233. L’evento è organizzato da La Buona Tavola Magazine in collaborazione con Dolciarte, BiancoBaccalà e Osteria del Baccalà.

Quattro gli autori che firmeranno il menu rigorosamente a base di baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare: Giuseppe Maglione, Antonio Ruggiero, Alfonso De Filippo e Carmen Vecchione. Per questa occasione Giuseppe Maglione, nei panni del perfetto pizzachef padrone di casa, delizierà gli ospiti con tranci di pizze al “mantecato di baccalà, olive disidratate e scarola fresca”, “caponata di baccalà con pomodorini gialli e rossi e asparago selvatico” e “papaccella napoletana e baccalà”. Un mix di sapori che trovano nella freschezza del baccalà un pendant perfetto. Direttamente dalla cucina del suo ristorante, Antonio Ruggiero presenterà il famoso “Fil di ferro”, un primo piatto “pre-al dente”, fiore all’occhiello della sua Osteria. Sarà poi il turno di Alfonso De Filippo che, per un secondo piatto davvero estasiante, preparerà del “baccalà in cassuola alla siciliana”. Unica donna del quartetto, Carmen Vecchione, sulla scia dei suoi colleghi, sorprenderà gli ospiti con un dessert al baccalà che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose. Un evento questo che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che diffondono la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne e all’esaltazione del suo gusto naturale.

Giuseppe Maglione napoletano di nascita ed avellinese d’adozione è il giovane interprete della nouvelle vogue dell’arte della pizza gourmet in Italia, patron e pizza chef di Daniele Gourmet e Daniele Urban ad Avellino.

Antonio Ruggiero docente dell’istituto alberghiero e patron dell’Osteria del Baccalà. Vanta un curriculum di tutto rispetto: consulente di alberghi prestigiosi, degustatore di oli con il titolo di capo panel, micologo, sommelier AIS e infine maestro assaggiatore di formaggi ONA.

Alfonso De Filippo è il resident chef del ristorante BiancoBaccalà oltre che erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1791 con il laboratorio di lavorazione adiacente al ristorante.

Carmen Vecchione pastry chef e propretaria della pasticceria Dolciarte ad Avellino, dopo una laurea in Economia e Commercio, nel 2002, approda al ristorante “La Maschera” del capoluogo irpino affiancando lo chef Lino Scarallo, oggi stella Michelin a Palazzo Petrucci di Napoli. Nel 2008 inaugura il Dolciarte in via Trinità ad Avellino.

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