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Alla Suor Orsola Benincasa, torna il Master in Radiofonia aperto anche ai diplomati!

Torna il Master in Radiofonia dell'Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, e – per la prima volta in assoluto – al Master possono accedere anche i diplomati. Il 27 Ottobre 2020 scade il bando di partecipazione, presente già on-line sul sito www.unisob.na.it

È uno dei Master universitari con il tasso di placement più alto in ambito accademico: con oltre l’80% di occupazione, il MASTER DI I LIVELLO IN RADIOFONIA dell’Università degli Studi ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli si riconferma punto di riferimento per il settore della formazione in ambito radiofonico a livello nazionale.

Per l’Anno Accademico 2020/2021, il Master – di durata annuale – apre le sue porte non solo a studenti in possesso di un titolo di Laurea, ma anche ai diplomati: “La grande novità di questa sesta edizione del master è l’accesso aperto anche ai diplomati. Chi è in possesso anche solo del diploma di maturità potrà seguire lo stesso numero di ore dei colleghi con un titolo di laurea e avere accesso agli stage, ma con un programma differente che consentirà – oltre a un aggiornamento continuo – di conseguire un titolo di specializzazione di eccellenza, ottimo in termini di spendibilità lavorativa” spiega il prof. Alfredo d'Agnese del pool di coordinamento didattico-scientifico del Master, del quale fanno parte anche Antonio D'Amore, Barbara Della Salda e Carlo Mancini.

Il Master, il cui bando è già pubblicato sul sito di Ateneo www.unisob.na.itscade il 27 ottobre 2020, è riservato a 16 iscritti ed è il primo corso di studi in Italia che offre la possibilità di diventare un professionista nel settore radiofonico. “Alcuni dei nostri ex-allievi oggi lavorano nella redazione di Fiorello, sono tecnici di Radio Kiss Kiss, conducono programmi su Radio Capital e su m2o, lavorano con diverse mansioni in molte delle più importanti radio regionali campane e nazionali” commenta Barbara Della Salda.

Obiettivo della proposta didattica e formativa del Master è quella di creare, valorizzare e professionalizzare figure-chiave del settore radiofonico: conduttore, speaker, redattore e conduttore di gr, redattore web e autore di contenuti, tecnico e producer. Attraverso lezioni teoriche, laboratori a distanza, attività di stage [in questi anni presso Radio Capital, Radio m2o, Radio Kiss Kiss, Radio Marte, Radio Punto Zero, Radio Time Palermo, RadioLibri, Radio Energy Torino, RunRadio e altre emittenti convenzionate con il Master], il master si riconfermerà come luogo di formazione, ma anche come factory produttiva e laboratorio creativo dinamico e proattivo.

In questi anni abbiamo prodotto Radio Capodimonte, la prima radio museale italiana, progetti on-demand per il Napoli Teatro Italia Festival e per il Pomigliano Jazz Festival, solo per citarne alcuni. Attualmente, molti nostri ex-allievi stanno lavorando a un progetto di radio sulla sostenibilità”, commenta Antonio D’Amore, componente del board didattico-scientifico del Master.

La sesta edizione del Master in Radiofonia ne confermerà il valore innovativo e la capacità di sperimentare linguaggi, come spiega Carlo Mancini, già direttore artistico di Radio Capital e ideatore, coordinatore didattico e docente del Master in Radiofonia del Suor Orsola Benincasa: “Il nostro Master è da sempre un luogo di innovazione, in cui si sperimentano nuovi linguaggi, sempre al passo con il digitale. Quest’anno avremo modo di approfondire anche i mondi del podcasting, dello storytelling radiofonico e della radiovisione, integrazione immersiva tra radio e televisione”.

MASTER IN RADIOFONIA

  • Direttore scientifico: Lucio d'Alessandro
  • Comitato scientifico: Enricomaria Corbi, Marino Niola, Pasquale Scialò
  • Coordinamento didattico-scientifico: Alfredo d'Agnese, Antonio D'Amore, Barbara Della Salda, Carlo Mancini

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A Napoli, mostra degli artisti Giuseppe Pallitto e Mila Maraniello

Giovedì 23 Luglio 2020, alle ore 18:00, presso il Centro Studi Pietro Golia – sito in Via Renovella 11, Napoli – sarà inaugurata la doppia personale dedicata al noto paesaggista lucano Giuseppe Pallitto ed alla giovane digital-artist napoletana Mila Maraniello.

Due generazioni distanti e due visioni dell'arte visiva diverse tra loro, ma accomunate entrambe dalla passione per l'arte e l'appartenenza alla nostra Terra.

Nato ad Atella (PZ) nel 1953, il maestro Pallitto ritorna a Napoli – dopo la pausa forzata dovuta al COVID-19 – con una rinnovata e ritrovata illuminazione creativa, carica di immediatezza e freschezza del tratto: trenta grafiche acquerellate costituiscono la sua personale “Napoli nel XIX° Secolo”.

“Donna Terra” è invece il titolo della personale della giovanissima Mila Maraniello, dove l'artista – nata a Napoli nel 2000 – propone una serie di illustrazioni dedicate alle varie età della donna utilizzata come allegoria della nostra Terra, il Sud, così martoriato ma ancora così combattivo.

Al vernissage della mostra saranno presenti, oltre agli stessi artisti Giuseppe PallittoMila Maraniello, anche il Prof. Luigi Branchini – presidente del Centro Studi Pietro Golia – ed il sociologo e giornalista Ivan Guidone, coordinatore artistico delle personali.

«Dopo il blocco di ogni attività culturale ed artistica – afferma Luigi Branchini – il Centro Studi Pietro Golia vuole ripartire con questa doppia esposizione per riconfermare la volontà di unire la passione per i libri con quella della valorizzazione dell'arte e degli artisti.»

Il doppio appuntamento Estate d'Arte al Centro Studi Pietro Golia sarà visitabile gratuitamente per tutto il periodo estivo sino alla fine di Settembre, tutti i giorni (esclusi i festivi). Per informazioni, potete telefonare allo 0813798055 o scrivere a centrostudipietrogolia@gmail.com

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Incontro con lo scrittore Stefano Arcella per parlare della "Via Solare" nell'età antica e in quella contemporanea

Giovedì 16 Luglio 2020, alle ore 19:00, nella sede del Centro Studi Pietro Golia, sito in Via Renovella 11 - Napoli, si svolgerà la conferenza dello scrittore Stefano Arcella, noto studioso di spiritualità misteriche, dal titolo "La Via Solare nel mondo antico e in età contemporanea".

Una conferenza sicuramente interessante, come lo stesso autore Stefano Arcella ci spiega: «La Via Solare consiste, essenzialmente, nel trasferire il centro di sé dai tumulti della psiche al principio cosciente, il sovrano interiore di cui parlavano gli Stoici. Nel mondo antico questa finalità era perseguita in modo diverso, vi erano templi e sacerdozi, Sibille e Oracoli. Oggi non vi sono templi, non vi sono riferimenti esterni. E l'uomo deve trovare in sé ciò che prima cercava attraverso mediazioni esterne.»

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Fondazione Valenzi: il biografo beatlesiano Michelangelo Iossa in diretta per parlare del mosaico napoletano dedicato a John Lennon

Martedì 7 Luglio 2020, dalle ore 17.30, presso la Fondazione Valenzi di Napoli, si svolgerà l'evento dal titolo "IMAGINE. John Lennon e il mosaico napoletano di Central Park" in diretta Facebook. L'evento è a cura di Lucia Valenzi e vedrà in studio il giornalista e biografo dei Beatles, Michelangelo Iossa.

“Caro John, non essere duro con te stesso / Concediti una pausa / La vita non è stata concepita per essere vissuta di corsa / Ora la corsa è terminata / E tu hai vinto”: Dear John è uno degli ultimi brani composti da John Lennon, poco prima della sua morte in quel fatidico 8 dicembre 1980. “Con i miei cinque colpi di pistola ho piantato l’ultimo chiodo sulla bara degli anni Sessanta”, affermò Mark David Chapman, l’assassino di Lennon.

Il legame tra Napoli e l’ex-Beatle è profondo ed è testimoniato da un elemento straordinario: lo Strawberry Fields Memorial dedicato a John Lennon e collocato nel cuore di Central Park ospita un mosaico realizzato dal maestro Antonio Cassio e donato dal Comune di Napoli al New York Council nei primi anni Ottanta, durante l’Amministrazione guidata dal Sindaco Maurizio Valenzi.

La Fondazione Valenzi di Napoli ospiterà un incontro dedicato interamente al mosaico lennoniano di New York: Martedì 7 Luglio 2020, dalle ore 17.30, in diretta sulla pagina ufficiale Facebook della Fondazione (www.facebook.com/FondazioneValenzi), Lucia Valenzi converserà con il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, tra i più autorevoli biografi italiani dei Beatles, autore – tra gli altri – del libro “Gli Ultimi Giorni di Lennon” (Infinito Edizioni): l’incontro sarà trasmesso in diretta dal Maschio Angioino, nella sede della Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983.

La città di New York conferì a Lennon la “Handel Medallion”, il più alto riconoscimento cittadino, e dedicò al musicista inglese un’intera area del Central Park. Il 19 agosto 1981, infatti, Yoko Ono inviò una lettera alle istituzioni locali e agli opinion leaders newyorchesi chiedendo loro di sostenere la sua iniziativa di intitolare un’oasi naturalistica di Central Park in memoria del marito: “È il luogo in cui io e John passeggiammo per l’ultima volta insieme. – scrisse la Ono nella sua lettera – Sarà conosciuta con il nome di Strawberry Fields”.

Fu nell’aprile del 1982 che il sindaco di New York Edward I. Koch e Henry J. Stern, membro del City Council newyorchese, approvarono la richiesta avanzata da Yoko Ono e decisero che un’area del Central Park fosse battezzata “Strawberry Fields”, dal nome del luogo di Liverpool più amato da Lennon: due anni più tardi – il 21 marzo 1984 – Sean, Julian e Yoko inaugurarono i lavori di costruzione dell’oasi dedicata a John.

Il 9 ottobre 1985, nel giorno in cui John avrebbe compiuto il suo quarantacinquesimo compleanno, la Ono inaugurò ufficialmente l’area “Strawberry Fields”, un Giardino della Pace: l’area è, infatti, caratterizzata dalla presenza di piante, fiori, arbusti e cespugli provenienti da ben 121 Paesi di tutto il mondo.

Progettata dall’architetto Bruce Kelly (1948-1993), componente del Central Park Conservancy’s Management and Restoration Planning Team, l’area vanta la presenza di un elegante mosaico circolare donato al New York City Council dal Comune di Napoli nei primi anni Ottanta: l’opera, amatissima dalla stessa vedova Lennon, rievocava un mosaico pompeiano conservato nelle stanze del MANN - Museo Archeologico di Napoli.

Questo angolo di Central Park dedicato all’ex-Beatle è uno dei più visitati da turisti di tutto il mondo e dai fan di John Lennon: al centro del celebre mosaico campeggia il titolo del brano più famoso di Lennon, proprio quella Imagine che è stata definita dalle principali testate musicali internazionali “la canzone del millennio”: Imagine all the people living life in Peace

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