Buon compleanno Sor Magara!

Lo scorso 19 marzo il mondo del Calcio ha festeggiato gli ottant'anni di un grande ex calciatore / allenatore che ha sicuramente scritto una parte della storia calcistica del Bel Paese: Carlo Mazzone! Noi di NapoliBiZ abbiamo voluto cogliere quest'occasione per ripercorrere un po' la vita di questo grande personaggio, mettendone in luce le qualità umane e professionali.

Nato a Roma nel 1937, sotto il segno dei Pesci, "Sor Magara" (così soprannominato per il suo spiccato accento capitolino), ha esordito da calciatore con i giallorossi in serie A, continuando poi in serie C soprattutto nell’Ascoli, e proprio con la società marchigiana alla fine degli Anni Sessanta ha iniziato la sua carriera di allenatore. Ci sembra assolutamente appropriato definire avventurosa la quarantennale esperienza di Mazzone, che gli vale ancora oggi il record di panchine in serie A, ben 795!

A parte poche occasioni con club di vertice (NdR: la Roma per tre anni e la Fiorentina per due, dove pur non conquistando lo scudetto ha ottenuto un terzo posto e la Coppa di Lega italo-inglese), il Mister Mazzone ha svolto il grosso della sua carriera soprattutto in provincia: tra i suoi “successi” ricordiamo la doppia promozione dell’Ascoli dalla serie C alla serie A, le due salvezze del Catanzaro neopromosso, le tante salvezze in serie A di nuovo alla guida dell’Ascoli, gli anni di Lecce con la vittoria del Campionato di serie B seguita da 2 salvezze, ed ancora gli anni esaltanti con il Bologna (vittoria dell’Intertoto con semifinale di Coppa Uefa) e Brescia ne fanno un “vincente” pur senza trofei.

Quando il compianto Sandro Ciotti alla "Domenica Sportiva" ne commentava i risultati, era solito dire che «Mazzone sbaglia sempre la cravatta ma mai la formazione», sottolineandone chiaramente la sagacia tattica. Purtroppo in questi giorni, invece, molti commentatori e/o giornalisti sportivi hanno ingiustamente trascurato questo aspetto. Qualcuno lo ha perfino accusato di "difensivismo" e "gioco duro", soffermandosi più sugli aspetti pittoreschi del personaggio. In realtà Mazzone è sempre stato un uomo leale e schietto, e molti calciatori anche importanti lo hanno sempre elogiato anche sotto questo punto di vista.

Le critiche tattiche ci sembrano risibili, poiché sappiamo che le formazioni che lottano per non retrocedere ovviamente cercano di colmare il gap tecnico con un grande agonismo e una tattica più “accorta”, che non significa necessariamente fare barricate e gioco duro. Secondo il Mister Mazzone, una squadra non deve avere “zone d’ombra”, cioè non deve essere squilibrata con dei punti deboli particolarmente evidenti, e infatti riusciva spesso a dare una fisionomia ben definita alla sua squadra e ad imbrigliare gli avversari.

Riguardo all’aspetto umano, Carlo Mazzone sarà stato pure un personaggio colorito, ma sulla sua genuinità e schiettezza non c’è che dire! Il grande  Roberto Baggio, che ha giocato per lui nel Brescia, pretese nel contratto la possibilità di lasciare la squadra nel caso Mazzone fosse stato esonerato, e ancora oggi dice del Mister che “gli ha regalato altri quattro anni di calcio”, contribuendo a mantenerne la condizione atletica che stava ovviamente calando sul finire della carriera dopo tutti i gravi infortuni subìti dal "Divin Codino". La stima umana e professionale di chi è stato allenato da lui è testimoniata anche da Bep Guardiola, che giocò per lui nel Brescia sul finire della sua carriera. Divenuto poi allenatore del BarcellonaGuardiola invitò nel 2009 il suo vecchio Mister ad assistere alla finale di Champions League.

Vogliamo concludere ricordando che, quando non era convinto di un progetto, il Mister Mazzone ha avuto anche il coraggio di dimettersi rinunciando ai soldi, come accadde con il Napoli nella stagione 1997-1998, un'ulteriore conferma dello spessore umano del personaggio, una vera "mosca bianca" nel panorama calcistico italiano... Ce ne fossero altri uomini come lui, nel Calcio come nella vita!!! Ancora tanti auguri al Mister Mazzone, che altri possano seguire il tuo fulgido esempio!

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