Rubriche: "Campionato"

Uno spazio dedicato all'analisi e ai commenti sulle sfide stagionali
degli Azzurri e delle altre squadre italiane.

Napoli, sta primmavera a te me fa pensà!

Così diceva il ritornello di una canzone del 1993 del compianto Pino Daniele (Questa Primavera, dall’album “Che Dio ti benedica”). A dire il vero, in Primavera non ci siamo ancora, e al nostro Napoli ci pensiamo in tutte le stagioni, non solo in Primavera! Il richiamo a questa stagione è dovuto perché, da Marzo in poi, bisogna effettuare lo sprint finale. Speriamo che dopo una fase di leggero appannamento a seguito delle eliminazioni dalla Champions e dalla Coppa Italia, e con qualche pareggio di troppo in Campionato, si possa riprendere qual passo spedito che è necessario per un buon finale di stagione.

Se è vero, infatti, che in Campionato siamo a -13 dalla Juventus, c’è ancora l’Europa League da vivere con intensità. Nella loro storia, solo una volta gli azzurri hanno trionfato in Europa, nell’allora Coppa UEFA, giusto trenta anni fa nel 1989, con Maradona capitano. È chiaro che desideriamo la vittoria finale, ma ricordiamo che è comunque molto importante andare il più avanti possibile in questa competizione, altrimenti si perderebbero posizioni nel ranking europeo, con il rischio di scivolare in terza fascia nei futuri gironi di Champions.

Inoltre, anche in Campionato riteniamo importante non perdere altri punti, sia per capire su quali elementi puntare per il futuro e sia perché un domani, quando con occhio più distaccato si guarderà a questi anni con parecchi secondi posti dietro i bianconeri, si capirà meglio il valore di questi risultati, soprattutto alla luce del fatto che il Napoli si sta scontrando con la Juventus più forte di sempre. Con quest’ultima affermazione, ci riferiamo non tanto al valore assoluto dal punto di vista tecnico dei bianconeri, che pure è alto ma non altissimo (vedasi le difficoltà croniche in Europa), ma anche al suo potere economico, aumentato con la quotazione in Borsa, oltre alla sua influenza mediatica e politica...

Quindi incitiamo gli azzurri a dare il massimo in “Questa Primavera” che è alle porte, affinché non si abbiano rimpianti, e saremo pronti come sempre a dare il nostro applauso!

Napoli, oltre il "caso Koulibaly", tra Delusioni ed Opportunità

La sconfitta dello scorso 26 Dicembre, a San Siro, contro l’Inter per 1-0, spinge il Napoli a 9 punti dalla Juventus, con i milanesi che si portano a -5 dagli azzurri, i quali comunque conservano un buon margine per il mantenimento della piazza d’onore.

Degli incidenti accaduti prima della gara e dei beceri cori razzisti nei confronti del calciatore Koulibaly avremo modo di parlare in seguito (l’argomento merita una trattazione a parte), adesso vogliamo fare il punto della situazione sulla stagione azzurra, in concomitanza della fine dell’anno.

Riguardo al campionato, prima della battuta d’arresto a Milano, gli azzurri avevano totalizzato solo un punto in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il terzo scudetto sembrava possibile. Il problema è che la Juve ha addirittura migliorato il suo cammino (di questi passo potrebbe superare i 100 punti), mentre il Napoli, nonostante il cambio del tecnico e di qualche elemento, è sugli stessi standard di un anno fa.

Se a questo aggiungiamo che alcuni risultati dei bianconeri, come in passato, sono stati soggetti a contestazione per le decisioni arbitrali, allora non possiamo rimproverare troppo ai nostri calciatori... il distacco in classifica sarebbe più ridotto, nonostante la differenza di fatturato a favore dei bianconeri e l’acquisto di Cristiano Ronaldo.

In Champions, nello stesso girone con due corazzate come il PSG e il Liverpool finalista della scorsa edizione, siamo usciti con una sola sconfitta e soltanto per il numero di goal fatti rispetto agli inglesi, con i quali c’era parità di punti, negli scontri diretti e differenza reti totale!! Più sfortunati di così... e comunque, meglio dello scorso anno, in cui la competizione europea è stata vissuta quasi come un fastidio rispetto all’obiettivo del campionato, con Ancelotti anche gli impegni europei sono stati e saranno interpretati con grande intensità.

Certo la delusione per l’uscita dalla Champions è stata forte, così come il fatto che il distacco dalla Juve è di 9 punti, ma queste delusioni devono essere tramutate in opportunità. Da Febbraio, infatti, si riprende con l’Europa League, dove gli azzurri hanno le potenzialità per giocarsi insieme alle altre la vittoria finale; in campionato, invece, non essendoci pressioni per lo scudetto, Ancelotti potrà (e dovrà) lavorare sulla testa dei suoi uomini per eliminare quei limiti caratteriali che negli ultimi anni i nostri giocatori hanno palesato nei momenti decisivi della stagione, e che, se superati, porteranno ad un salto di qualità necessario.

Nove giorni di conferme positive per il Napoli

La vittoria col Genoa per 2-1 chiude nove giorni con risultati assolutamente positivi, viste le due vittorie in campionato (5-1 al San Paolo contro l’Empoli e appunto il successo a Marassi sui liguri) e il pareggio per 1-1 in Champions contro il PSG, che proietta momentaneamente gli azzurri in testa al girone insieme al Liverpool, vista la concomitante e inaspettata sconfitta degli inglesi per 2-0 sul campo della Stella Rossa.

È assolutamente legittimo parlare di conferme positive, poiché le ottime prestazioni contro i francesi e a Genova su un campo ridotto ad un pantano, dimostrano che questo gruppo sa reagire nei momenti difficili. In Champions, prima del pareggio, gli azzurri hanno prodotto 5-6 palle goal in meno di 20 minuti contro un avversario che, rispetto all’andata, aveva maggiore solidità difensiva, sia per l’esclusione di Cavani dall’undici iniziale in favore di un assetto tattico (il 3-4-2-1) più accorto, sia per i rientri di Buffon e Thiago Silva. A Marassi, in un’altra situazione di svantaggio, con un terreno di gioco nelle condizioni che tutti hanno visto (e con una ripresa del gioco insensata dopo la sospensione al minuto 58), sono riusciti a ribaltare il punteggio esibendo anche qualche buona trama di gioco (il tacco di Mertens per Ruiz nell’azione del pareggio) e soprattutto mostrando una grande determinazione dal punto di vista caratteriale, perché non si vince in rimonta a Genova e su un campo ingestibile se non si hanno gli attributi. Sugli scudi Fabian Ruiz, che col suo ingresso ha determinato la svolta della partita. Il giovane spagnolo ha esibito tutto il suo repertorio: tecnica, grinta, forza fisica e ottima capacità di lettura delle varie fasi del gioco.

Gli azzurri, pertanto, proseguono nella costruzione di una stagione più che positiva, nel silenzio dei media nazionali, che purtroppo fanno passare nel silenzio non solo le gesta positive del Napoli, ma anche (e soprattutto) gli errori arbitrali in favore della Juventus. Questa predisposizione sempre indulgente degli arbitri verso i bianconeri può minare la credibilità del calcio italiano come già avvenuto lo scorso anno dopo i fatti di Inter-Juventus. È un vero peccato, il torneo potrebbe essere davvero avvincente... Come scritto nel precedente articolo Il campionato sarebbe ancora lungo... a condizione che si giochi in maniera pulita!

Il Campionato sarebbe ancora lungo...

Il pari al San Paolo (1-1) contro la Roma riporta il Napoli a -6 dalla Juve, dopo che nel turno precedente il pareggio interno dei bianconeri (1-1 col Genoa) e il successo azzurro a Udine (0-3) avevano momentaneamente ridotto il distacco a -4. Nel mezzo, le esaltanti sfide di Champions dove i partenopei, battendo il Liverpool (1-0) in casa e pareggiando in Francia (2-2) contro il PSG, hanno rimesso in piedi il discorso qualificazione agli ottavi, dopo il mezzo passo falso di Belgrado (0-0).

Il pareggio di questa domenica non è necessariamente un punto perso, considerando che i giallorossi, pur con un andamento a corrente alternata e nonostante le importanti cessioni nel mercato estivo, sono pur sempre un avversario ostico, e rappresentano una big del torneo. Proprio questo ultimo aspetto sembra essere sfuggito (o volutamente ignorato...) ai principali media nazionali, troppo intenti a celebrare i successi bianconeri, capaci di ben 9 vittorie e 1 pareggio in queste prime 10 partite. Oltre a sorvolare sul rigore piuttosto generoso dato a Empoli, quasi tutti ignorano il fatto che, a parte Napoli e Lazio, la Juve debba ancora giocare contro Inter, Milan e Roma, oltre alle outsider Fiorentina e Sampdoria, alle quali aggiungeremmo il Torino nel sempre sentito “derby della Mole”.

Invece il Napoli, a parte l’Inter, le ha già affrontate tutte, e quindi i punti ottenuti dagli azzurri sono il frutto di sfide contro avversari più difficili. I margini per recuperare terreno ci sono, perché la qualità del gioco degli azzurri è notevole, nonostante il cambio di guida tecnica rispetto allo scorso anno, e il campionato è ancora lungo, visto che ci sono ancora ben di 28 partite. Certo, se alla prima difficoltà dei bianconeri l’arbitro di turno concede un rigore discutibile, allora dovremmo dire che il campionato “sarebbe” ancora lungo...

6 punti per la Salvezza e quei meschini (pre)giudizi sul Napoli

Con due vittorie su due in campionato, rispettivamente fuori casa contro la Lazio e al San Paolo contro il Milan, il Napoli ottiene 6 punti preziosissimi per la salvezza! Perdonate l’ironia, ma dopo titoloni, griglie, opinioni e sondaggi di questa estate sembrava che gli azzurri fossero destinati ad un campionato di sofferenze.

Questo inizio di torneo, contro avversari accreditati dei primi posti, rappresentava più di una insidia, e invece la squadra in entrambe le partite ha saputo reagire allo svantaggio, ribaltando il risultato e ottenendo due sofferte ma meritate vittorie, che potrebbero essere determinanti alla fine della stagione.

Forse è presto per dirlo dopo due partite soltanto, e possiamo anche condividere questa obiezione, ma allora sono stati sicuramente molto più affrettati e superficiali i (pre)giudizi estivi nei confronti di una squadra che, rispetto allo scorso anno, come abbiamo scritto nel precedente articolo Il Napoli di Ancelotti: siamo ai nastri di partenza!, ha cambiato solo due elementi (con giovani promettenti che ancora dobbiamo vedere all’opera), e ha sostituito l’ex allenatore con uno dei tecnici più affermati al mondo, e pertanto ha le potenzialità per esprimersi ancora a grandi livelli.

Anche l’ambiente napoletano ci ha messo del suo, con le dichiarazioni pepate del Presidente sia verso una frangia del tifo (che gli contesta il mancato acquisto di un grande nome) che nei confronti del Sindaco della Città, che a sua volta sta replicando con toni ed atti ugualmente criticabili, tanto più che ricopre una funzione pubblica (NdR: che rischia anche di diventare "pubica").

La parte migliore, come sempre negli ultimi anni, l’ha recitata la squadra, e anche se non si è potuto ancora vedere tutto ciò che ha in mente Ancelotti, abbiamo già compreso che quest’anno ci sarà maggiore adattabilità alle situazioni di gioco che le partite presenteranno (contro il Milan il tecnico emiliano ha modificato due volte il modulo di gioco, sia avvalendosi delle sostituzioni ma anche con dei cambi di posizione, come quello del mattatore Zielinski).

Fermo restando che nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere i risultati della stagione appena iniziata (NdR: lo vorremmo ricordare ai vari Mario Sconcerti sul Corriere della Sera, nonché a Gianni Mura e Maurizio Crosetti su Repubblica, i quali ad Agosto hanno pronosticato il Napoli fuori dalla prime quattro, mentre ora altrettanto disinvoltamente si esprimono sulle grosse potenzialità della squadra azzurra...), rimaniamo quindi fiduciosi per questa nuova avventura, e vorremmo che anche Presidente, Sindaco e tifoseria organizzata remassero finalmente nella stessa direzione!