Ciao Professore!

Ciao Professore!

La morte di Luciano De Crescenzo ha chiaramente intristito tutti i napoletani, e crediamo non solo essi, ma tutte le persone perbene. Il suo successo arriva quando, pur continuando a lavorare presso la IBM di Milano come addetto alle Pubbliche Relazioni (evidentemente la sua natura umanistica emergeva anche in un lavoro di matrice scientifica), pubblica il libro “Così parlo Bellavista”, favorito anche dall’interesse che suscitò in Maurizio Costanzo, e che nel titolo si rifà ironicamente all’opera di Nietzsche “Così parlò Zarathustra”.

Ci permettiamo di dire ironicamente proprio perché nel capolavoro di De Crescenzo, la Filosofia viene spiegata a piccole dosi e con argomenti molto semplici, e difatti il successo editoriale del libro è stato notevolissimo. Le vicende di Bellavista e dei suoi amici sono quelle di tanti napoletani, e la filosofia di vita che si respira nella nostra città in qualche modo riesce a far sua quella dei grandi uomini di cultura citati dal filosofo in pensione. Del resto, una città che ha attraversato tante dominazioni senza perdere la propria identità, non poteva che fare altrettanto anche con il pensiero filosofico. Luciano De Crescenzo è stato anche conduttore televisivo e regista, ma a noi piace ricordarlo principalmente nelle vesti del Professor Bellavista, al punto che il film uscito nel 1984 ricavato dal libro, dopo più di 35 anni dalla sua uscita, è ancora gettonatissimo nelle varie TV locali.

Quanti di noi non abbiamo, almeno una volta, ripetuto una della battute del suo film, o espresso a nostro uso e consumo i concetti filosofici che abbiamo appreso da te, caro Luciano. Pochi anni dopo, Robin Williams ne “L’attimo fuggente” del 1989 interpretava un professore fuori dagli schemi che invitava i suoi alunni a pensare con la propria testa e a vivere la vita in ogni suo attimo. Famoso era il richiamo alla espressione “Carpe diem”, tradotto universalmente in “cogli l’attimo”, ma letteralmente si traduce in “prendi il giorno” … un po’ così come viene, aggiungeremmo, che sembra particolarmente vicino al modo napoletano di vivere!

Ricordiamo che questa citazione è del poeta romano Orazio, che continuò la poesia aggiungendo “quam minimum credula postero”, frase che nel film viene detta all’unisono da Bellavista e i suoi allievi! Ovviamente ci mancherai per quello che ancora avresti potuto dare, ma sicuramente rimarrai sempre vivo per tutto quello che ci hai dato e fatto capire. Tu per noi non sei morto, sei ancora vivo e sarai sempre attuale al pari di altri grandi napoletani come Totò ed Eduardo.

Ciao Professore!

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