Rubriche: "Fuori Campo"

Rubrica su eventi esterni alla realtà calcistica che si ricollegano ad essa,

o che nascendo dal rettangolo di gioco danno origine a nuovi spunti di riflessione

Fiorentina-Napoli: quando le tifoserie si scagliano anche contro i Santi!

Come nelle precedenti trasferte, anche durante la partita Fiorentina-Napoli, svoltasi lo scorso 9 febbraio e conclusasi con uno zero a zero, si sono sentiti cori discriminatori dei cosiddetti tifosi locali contro i napoletani. Oltre al solito invito al Vesuvio affinché faccia il suo dovere in qualità di vulcano, vi sono stati anche insulti di carattere blasfemo rivolti contro il nostro patrono San Gennaro, apostrofato poco cristianamente come un pezzo di m...

Ma il nostro amato San Gennaro – conoscendolo bene – non se ne curerà più di tanto, avendo sicuramente pensieri molto più importanti rispetto alle meschinità del popolo "pallonaro". Ci sembra quasi di sentirlo mentre invoca per loro il perdono del Padre celeste: «Pataté, perduonele a 'sti quatte 'gnurante!»

Quello che amareggia, però, è questo odio, figlio di questa “ignoranza dilagante”, questa voglia di ferire già con le parole. Nel precedente articolo Ultras: uno sguardo sulla questione, abbiamo già accennato al fenomeno del razzismo negli stadi italiani.

In quella occasione si è addirittura verificata la morte di un ultras fuori lo stadio, a seguito di una guerriglia tra criminali di bande rivali (la violenza fisica deve solo essere definita criminale!), mentre qui siamo alle offese verbali, che né l’arbitro né il delegato della Federazione Italiana Giuoco Calcio hanno sentito, evitando di applicare le sanzioni previste.

Il fatto che si parli di parole non deve indurre a minimizzare la questione, poiché anche le ingiurie, ad un atleta o a una comunità, rappresentano un atteggiamento violento. Questa ignoranza dilagante, lo ribadiamo, potrebbe col tempo sfociare in comportamenti aggressivi anche dal punto di vita fisico, o indurre le menti più labili verso questa direzione.

Invece in Inghilterra, due tifosi del Southampton sono stati arrestati dopo essere stati identificati dalle riprese televisive, per aver insultato la memoria del calciatore Emiliano Sala, deceduto in un incidente aereo (NdR: si è visto che i due mimavano, ridendo, un aeroplano). Lo squallore di questo gesto è stato stigmatizzato dal Southampton (la squadra di casa), che da subito ha collaborato con la polizia per l'identificazione dei responsabili, ed in un comunicato stampa ha dichiarato: «Tale comportamento non trova spazio nel nostro calcio e non sarà tollerato al St. Mary Stadium (NdR: il loro stadio).»

L'appello della redazione di NapoliBiz.it è che i dirigenti della Federazione Italiana Giuoco Calcio prendano esempio dalle istituzioni sportive anglosassoni, prima che sia troppo tardi! Non commettano l’errore di tollerare queste degenerazioni calcistiche solo perché gli Sponsor e le Emittenti Televisive accettano ancora l’intera situazione!

Anche chi “caccia i soldi” può stancarsi di associare il proprio nome ad uno spettacolo moralmente inaccettabile se non – come in questo caso – a dir poco blasfemo! Pataté, perduonele a 'sti quatte 'gnurante!

Marco Scognamiglio & Ivan Guidone

Ultras: uno sguardo sulla questione...

La questione ultras, mai affrontata seriamente, è riesplosa prepotentemente nell’ultimo mese. I fatti accaduti prima e durante Inter-Napoli del 26 Dicembre, con la morte di un ultrà fuori lo stadio e gli ululati verso Koulibaly durante il match, lo stesso atteggiamento riservato al calciatore juventino Kean dai bolognesi in Coppa Italia, i cori antisemiti (giallorosso ebreo) e razzisti (questa Roma qua sembra Africa) dei laziali verso i romanisti sempre durante la Coppa Italia (contro il Novara, quindi neanche in occasione di una sfida contro i loro rivali), e i manifesti in alcune strade di Roma con la scritta «Lazio, Napoli, Israele, stessi colori, stesse bandiere. Merde» rivelano un intensificarsi di questo fenomeno. E in più, purtroppo, c’è scappato anche il morto.

Questi episodi, anche drammatici (una morte non naturale lo è sempre), hanno riportato l’attenzione sulla complessità del mondo ultras, con la violenza ed il razzismo che vivono al suo interno. Non vogliamo criminalizzare l’intero tifo organizzato, ma certo non diciamo una sciocchezza se ricordiamo che da decenni violenza e razzismo trovano casa negli stadi italiani, particolarmente nei settori in cui risiedono le tifoserie organizzate. Questa escalation degli eventi potrebbe anche far pensare ad un accordo trasversale tra le frange più estreme delle tifoserie italiane, come se volessero mandare un segnale di sfida alle istituzioni, pur combattendosi tra loro, ma questa è una nostra supposizione. Quello che è certo, invece, è che non si può andare avanti così, perché le conseguenze sono negative anche per l’immagine di tutto il Paese, non solo per il calcio. Nessuna indulgenza si deve avere verso chi è violento, dentro e fuori la struttura. Il fatto che i comportamenti violenti succedano fuori lo stadio, che si tratti di una piazza, di un parcheggio o dell’autogrill di turno, non deve certo rappresentare una scappatoia legale per questa gente. Si tratta pur sempre di persone che vivono sul territorio italiano, e devono essere punite come chiunque altro che violi la legge.

Ci sarebbero ancora tante altre cose da aggiungere, per questo abbiamo parlato di un semplice sguardo sul mondo ULTRAS, poiché le nostre riflessioni non possono essere esaustive, ma certamente quello che vediamo è raccapricciante. Quello che possiamo fare, è ricordare alle varie componenti della nostra società il ruolo che devono esercitare per affrontare la situazione: la scuola, per una educazione migliore (soprattutto dal punto di vista civico) che andrebbe inculcata, i mezzi di informazione, che dovrebbero sempre condannare questi atteggiamenti, anche quando provengono dalle tifoserie del proprio “bacino di utenza”, le istituzioni sportive e ovviamente le società di calcio, che non devono più tollerare certi comportamenti né mettersi in condizioni di farsi ricattare, ma tagliare con coraggio quei legami malsani con certe frange della propria tifoseria.

DAZN o AZZN? Il Calcio (non visto) in TV

Approfittiamo della sosta campionato dovuta agli impegni della Nazionale (dopo che il Napoli le ha buscate dalla Sampdoria per 3-0) per parlare delle partite viste, o più spesso non viste, in TV. La novità di quest’anno, infatti, è la presenza di una nuova piattaforma televisiva, DAZN, un servizio di sport in streaming live anche on-demand, che si è assicurata la trasmissione di tre partite a settimana della nostra Serie A, più altri eventi calcistici europei.

DAZN, pertanto, trasmette i suoi contenuti non via satellite come fa SKY (detentrice delle altre sette partite della Serie A), bensì tramite connessione ad Internet. Il vantaggio (teorico) è quello di poter vedere le partite non solo da una Smart TV, ma anche da computer, smartphone e consolle, oltre a quello di poter collegare fino a 6 diversi dispositivi, alla cifra di 9,99 euro al mese.

Purtroppo, dobbiamo parlare di vantaggio solo teorico, perché all’atto pratico la trasmissione delle sue partite ha visto non pochi problemi in questo inizio di campionato, con sospensione della trasmissione per diverso tempo, o nella migliore ipotesi con un forte ritardo del segnale (c’è chi ha saputo dei goal della sua squadra dopo 3 minuti!). L’ironia sui social l’ha fatta da padrona... c’è chi, grazie a DAZN, è riuscito a spiegarsi la lunghezza delle partite del famoso cartone animato Holly e Benji!

Anche chi ha scelto di vedere le partite di DAZN attraverso il Canale SKY Q (il menù delle offerte televisive prevede anche questa opzione, avendo SKY integrato la APP di DAZN su questo specifico canale), ha patito gli stessi problemi. Probabilmente DAZN ha scommesso sulla grande passione per il Calcio da parte degli italiani, e si è lanciata in questo business pensando di incassare fin dall’inizio cifre importanti. In realtà, la confusione dovuta a questo "spacchettamento" del campionato ha creato malcontento e diffidenza tra i consumatori, e quindi in molti non hanno comprato il prodotto a scatola chiusa, e bene hanno fatto!

Non è possibile, infatti, che si sappia di una rete segnata dopo ben 3 minuti rispetto a chi sta seguendo l’evento per radio, o apprende la notizia da un social network che naviga più veloce. DAZN immagina che lo sport del futuro si vedrà solo così, ma reggere la diretta streaming di eventi seguiti così tanto e per un tempo enorme (più di 90 minuti) rimane ancora difficile. Se ci sono stati problemi di ricezione del segnale anche per chi ha la connessione in fibra ottica (la più affidabile, per intenderci), perché una famiglia, che già sostiene i costi di più contratti di telefonia cellulare, dovrebbe sobbarcarsi anche di questa spesa?

Speriamo che anche i politicanti del Calcio si pongano qualche domanda, altrimenti questo Calcio italiano, già in crisi tecnica e poco attraente nel suo acCESSO agli Stadi (visto che molti di questi sono veramente indecorosi, tra cui quello del nostro Napoli), rischia di essere visto solo da pochi, smettendo di essere quel fenomeno popolare così bello che appassiona tanti di noi... E che AZZN!!!

La Rubentus, gli Anni di Cristo e la Signora Rinascente...

Spesso dei fenomeni, per essere compresi nella loro interezza, vanno analizzati da più prospettive diverse tra loro, in modo da avere una visione il più possibile esaustiva. Prospettive eterogenee che, pur se apparendo contrastanti tra loro, restano pur sempre nell'ambito di una medesima appartenenza calcistica. In questo caso, il "fenomeno" che andremo ad "analizzare", ovviamente in chiave semi-ludica, è il caso di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

Le due "comode" rate della Rubentus...

di Mariano Sessa

Proprio in questi giorni, mi domandavo: come è possibile che questa cacchio di Rubentus riesce, non solo ad acquistare grandi calciatori a prezzi “stracciati”, ma anche a dilazionare in due rate il pagamento? Se a questo si aggiunge che ora rivenderà, come sembra, al Chelsea, il “pippone” Higuain per ben sessanta milioni, praticamente dieci milioni in più di quelli che deve al Real Madrid per la prima “rata” di Ronaldo, l’anno prossimo ci penseranno le entrate pubblicitarie e gli incassi, oltre ai premi Scudetto (NdA: sono convinto che questi si prenderanno anche l’ottavo campionato consecutivo), Coppa Italia e proventi di qualificazione Champions (quella proprio non riusciranno a vincerla, nemmeno con uno come quello che fino a qualche settimana fa era il mio idolo calcistico, anche e più di Messi) a pagare la seconda “rata”. Come cacchio si fa ad avere quasi “regalato” uno come Ronaldo? Mah!


Gli Anni di Cristo di Ronaldo

di Marco Scognamiglio

Indubbiamente l’operazione della Juventus è riuscitissima dal punto di vista mediatico, poiché se ne continuerà a parlare ancora per molto. Ronaldo, come calciatore, tecnicamente non lo si può discutere ma rimane il fatto che, pur essendo un atleta esemplare, arriva in Italia all'età di 33 anni, e potrebbe non garantire 4 anni di alto rendimento. Sul costo del cartellino, la Juventus lo ammortizzerà grazie agli sponsor e a qualche cessione, ma rimane un ingaggio da trenta milioni di euro netti, che probabilmente susciterà qualche mugugno tra i suoi nuovi compagni di squadra... Per le avversarie, la Juventus rimane una avversaria forte dentro e fuori dal rettangolo di gioco...


La Signora Rinascente e la Crocefissione di Nostro Signore Ronaldo

di Ivan Guidone

Poiché si sta parlando un po' troppo di cose "nordiche", per restare nell'ambito delle Terre del Sud, voglio rispondere al nostro buon Mariano citando un capolavoro della cinematografia partenopea: "Così parlò Bellavista" del grande Luciano De Crescenzo. Sai perché la Rubentus ha avuto uno come Ronaldo quasi regalato? Perché sono amici della Signora Rinascente! A buon intenditor...
Non sono invece molto d'accordo con il parere del nostro Marcone, per la seguente ragione: ci sono stati calciatori che sono andati in pensione a 40 anni e che fino al giorno prima del loro pensionamento hanno dato il meglio di sé. Oppure devo supporre che, poiché tu sei un fervente tifoso del Napoli, stai augurando incosciamente al 33enne Ronaldo la stessa sorte di un altro più celebre suo coetaneo, nonché nostro signore Gesù Cristo? A parte gli scherzi, la verità è che un apporto atletico fornito da un fuoriclasse come Ronaldo, anche se solo fino a 37 anni, avrà un impatto immenso, e – con l'aggiunta degli sconti della succitata Signora Rinascente – il gioco ne varrà sicuramente la candela!
E questo mostra – ritrovandomi con il parere di Marco – che gli avversari storici del grande Napoli ne sanno una più del diavolo fuori e dentro il campo!

Riformare il Calcio Italiano? Una proposta

Noi della Redazione di NapoliBiZ, nell’articolo Perdenti d’Italia, scritto poco dopo la clamorosa eliminazione dell'Italia dai Mondiali 2018, parlammo delle innegabili colpe dell’ex C.T. Ventura, ma sostenemmo anche che i problemi della Nazionale riflettevano la crisi di tutto il Calcio italiano, con evidenti responsabilità di Tavecchio e della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Quest’ultima ha visto sfumare quasi 80 milioni di euro proprio a causa della mancata qualificazione, per cui occorrono provvedimenti.