La Costanza di Sarri e l'Ego di Aurelio

Non si è ancora spento l’eco dei rumors seguenti alla partita di Madrid, che il campionato ha ripreso il suo corso, e tutte le squadre in testa hanno dato segnali di continuità e buona condizione: la Juve ha battuto il Palermo nell’anticipo di venerdì, la Roma ha vinto contro il Torino nel posticipo di domenica, e nel mezzo tra questi due appuntamenti il Napoli ha fatto il suo dovere battendo il Chievo.

Proprio gli azzurri, secondo noi, avevano il compito più difficile, non solo perché storicamente la trasferta di Verona ha spesso riservato dei dispiaceri, ma anche perché si giocava, per l’appunto, appena dopo l’impegno di Champions League, e sappiamo quanto la competizione europea prosciughi le energie psicofisiche degli atleti.

La squadra ha risposto molto bene sul campo alle sferzanti dichiarazioni di De Laurentiis (NdR: a Madrid il Presidente aveva accusato i giocatori di aver giocato senza "cazzimma"), meritando sostanzialmente la vittoria, tuttavia le rimostranze del Presidente hanno alzato un bel polverone, alimentando addirittura alcune voci di una possibile crisi tra lui e Sarri, crisi che potrebbe sfociare nell’addio del tecnico. Su alcuni siti ci si è spinti perfino a fare i nomi per la sua sostituzione, e dal cilindro hanno tirato fuori Mazzarri!!! Come se l’allenatore di San Vincenzo, già alla guida del Napoli nel recente passato, non avesse avuto anche lui i suoi bei problemi con De Laurentiis.

Agli amanti dello scoop a tutti i costi, e a quell’informazione non pro-Napoli che ha già destinato Sarri ad altri lidi per il prossimo anno, prima di lanciare queste previsioni ricordiamo che nel contratto che lega Sarri al Napoli vi è una penale piuttosto cospicua che l’allenatore dovrebbe pagare (o chi per lui) alla società azzurra nel caso di una rescissione unilaterale del contratto. Facciamo notare che stiamo parlando di un allenatore, non di un calciatore con un valore economico sancito dal mercato, per cui allo stato attuale sembra molto improbabile che Sarri vada via, a meno che non lo voglia anche De Laurentiis.

E qui veniamo al punto, perché queste ipotesi sono nate dopo due eventi: il primo, la notizia riportata da un giornalista che Sarri avrebbe incontrato un dirigente della Juventus qualche settimana fa, mentre il secondo evento scatenante sono state le dichiarazioni di De Laurentiis dopo la partita col Real. Nel primo caso, se anche questo incontro fosse realmente avvenuto, pensiamo che non ci sia nulla di scandaloso che un allenatore stimato incontri un dirigente di un’altra società.

Pur essendo tifosi, cerchiamo di essere obiettivi e non ipocriti, e ricordiamo che stiamo parlando di professionisti che oggi lavorano per un club e domani per un altro, per cui ci sta che se qualcuno ti contatta tu vada quantomeno a sentire cosa ti propone, visto che anche nel mondo dello sport professionistico le relazioni che si allacciano sono molto importanti (altrimenti Benitez, dopo un secondo anno deludente col Napoli, difficilmente avrebbe allenato il Real Madrid ...).

Importante è che Sarri stia bene a Napoli e che ci sia un contratto in essere che lo vincoli. Sappiamo che il contratto c’è, rimane da capire se ci sono ancora le condizioni affinché Sarri possa continuare ad allenare il club azzurro. Le dichiarazioni di De Laurentiis dopo Real Madrid-Napoli, lo abbiamo già detto nel precedente articolo, ci trovano in disaccordo sia per il contenuto che per il momento. Sarri ha portato gioco, risultati positivi, ha valorizzato il patrimonio tecnico della società e ha il controllo dello spogliatoio azzurro, a parte qualche tensione occasionale che poi non lascia scorie. De Laurentiis sa bene tutto questo, per cui viene il sospetto che le sue rimostranze derivino dal fatto che si senta “tradito” da questo ipotetico incontro di Sarri con la dirigenza juventina.

Al Presidente diciamo, per il bene della sua stessa "creatura", di andare oltre questo sentimento, di non pensare al proprio orgoglio ferito (anche perché lo stesso De Laurentiis sa guardare molto bene i suo interessi lavorativi, quindi non può stigmatizzare chi fa altrettanto ...), e di ribadire all’allenatore tutta la stima e la fiducia che merita, oltre a ricordargli la validità del contratto in essere. È questa la maturità che società e ambiente devono ancora acquisire. Non si può bacchettare un professionista perché (forse), nel mentre che lavora con grande impegno, si guarda anche intorno, quando poi i tifosi sarebbero i primi a voler cacciare l’allenatore se la squadra andasse male, né tantomeno interesserebbe loro dove poi egli deciderebbe di andare.

Inoltre, De Laurentiis non può andare negli spogliatoi alla fine della partita con il Real per criticare (ingiustamente) squadra e giocatori portandosi Maradona con lui!! Pur con tutto l’affetto che abbiamo per Diego, infatti, quello è uno di quei momenti dove occhi ed orecchie estranee non dovrebbero mai esserci. Sono queste le cose che poi fanno sì che la società sia tacciata di provincialismo e di disorganizzazione; il Presidente si tenga stretto Sarri, che sta dando un grande contributo nella crescita tecnica ed economica di tutto l’organico, e faccia quei passi necessari per migliorare anche la società ed il clima di lavoro.

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