La Sfida di Ancelotti

Sono passate poco più di due settimane dall’assunzione di Ancelotti da parte del Napoli, e da quel momento è stato un susseguirsi di voci riguardo i possibili calciatori acquistabili dal club azzurro.

Qualcosa di simile accadde nel 2013, quando fu ingaggiato Benitez, altro tecnico dal curriculum prestigioso. Da subito furono fatti i nomi di importanti giocatori dei campionati spagnolo e inglese, che avevano già lavorato col tecnico madrileno. Molti addetti ai lavori evidenziavano il fatto che Benitez fosse abituato a “champagne e caviale”, e quindi avrebbe preteso calciatori importanti... figuriamoci ora che c’è Ancelotti il quale, avendo allenato Real Madrid, PSG, Chelsea e Bayern, sarà abituato ad avere champagne, caviale, ostriche e tartufi, oltre alla sana cucina emiliana della sua terra natia!

Battute a parte, rispetto al 2013 la dimensione del Napoli è cresciuta, e la continuità di risultati (con la nona stagione consecutiva ad una competizione europea), unità alla capacità “attrattiva” di Ancelotti, potrebbe portare anche all’acquisto di campioni con esperienza e mentalità vincente. Al tempo stesso, però, va ricordato che il fatturato del nostro club non è paragonabile a quello delle squadre allenate in precedenza dal tecnico. È vero che l’ottimo lavoro svolto da Sarri in questi tre anni permetterà di vendere bene quegli elementi che non rientrano nel nuovo progetto tecnico, e la cifra ricavata potrà essere reinvestita per altre operazioni; rimane, tuttavia, un limite agli ingaggi dei calciatori, per cui certi nomi troppo altisonanti sono fuori portata.

Sarebbe bellissimo ingaggiare Bale e Ronaldo, ma lo riteniamo poco probabile. L’obiettivo della società, condiviso dal tecnico, potrebbe essere quello di migliorare i risultati anche in Europa (raggiungendo quantomeno gli ottavi di Champions per poi giocarsela serenamente), e al tempo stesso valorizzare non solo i 12-13 elementi adoperati da Sarri, ma un po’ tutta la rosa. Ancelotti ha una gestione del gruppo certamente più elastica rispetto al tecnico uscente, e sa adattarsi alle caratteristiche degli uomini a sua disposizione. La “sfida” raccolta dal tecnico emiliano, dopo aver guidato delle “Ferrari” del calcio come Bayern e Real Madrid, potrebbe essere proprio quella di far crescere nel tempo un club che non fa parte della élite mondiale. Riteniamo, quindi, anche grazie alla ottima base di lavoro lasciata in eredità da Sarri, che “Carletto” possa giocarsi questa sfida qui a Napoli... e speriamo chiaramente che la vinca!

1 commento

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Luca B ha detto: « Con l'arrivo di Verdi, e Magari con un tipo come Vidal in mezzo al campo (ma con atteggiamenti più professionali), ci potremmo giocare lo scudetto anche quest'anno »

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