Napoli - Juventus: inizia un momento delicatissimo della stagione

La partita persa malamente contro l’Atalanta rappresenta nel calendario l’inizio di un breve ciclo di incontri di vitale importanza per la stagione del Napoli, poiché a seguire c’è la semifinale di Coppa Italia a Torino contro la Juventus, poi la trasferta di campionato a Roma contro i giallorossi ed infine il match di ritorno di Champions contro il Real Madrid.

In meno di due settimane avremo responsi importanti sul prosieguo della stagione: uno definitivo col Real (l’avventura in Champions finirà o continuerà), un altro che pone le basi per vincere l’unico trofeo alla portata in questa stagione (la partita di Coppa Italia contro i bianconeri) e lo scontro di campionato all’Olimpico per un piazzamento Champions.

In campionato ogni partita vale 3 punti (anche se gli scontri diretti sono fondamentali), ma nelle coppe o si va avanti o si è eliminati, per cui bisognava arrivare a questo momento così importante in una condizione migliore di quella palesata sabato contro l’Atalanta. Può darsi che le scorie della Champions si siano avvertite di più contro un avversario ostico e motivato come gli orobici che non contro il Chievo, per cui lungi da noi l’idea di celebrare il de profundis del Napoli, ma pensiamo che tante sfide così impegnative necessiterebbero, da parte di Sarri, di una turnazione maggiore dei suoi uomini.

Qualcuno potrà obiettare che i calciatori più decisivi vanno schierati sempre, e forse lo possiamo anche condividere, ma pensiamo anche che nel reparti difesa e centrocampo, a parte Hamsik, il cui apporto sembra imprescindibile, ci siano parecchi elementi che avrebbero potuto rifiatare, utilizzando d più alcuni giocatori rimasti troppo in panchina, spostando il focus non solo sugli acquisti (come ha fatto il Presidente, a suo dire poco utilizzati) ma più generalmente sull’intera rosa a disposizione del tecnico.

Strinic, ad esempio, potrebbe far rifiatare più spesso il buon Ghoulam; tra l’altro il nazionale croato, pur spingendo meno, difende meglio dell’algerino, ed in questa fase caratterizzata da frequenti amnesie difensive risulterebbe più funzionale. Sulla fascia destra Callejon è in evidente calo da diverse settimane, si vede che ha bisogno di rifiatare (NdR: considerando anche la precedente gestione di Benitez, è l’atleta più impiegato negli ultimi quattro anni!) per cui al suo posto un maggiore impiego di Giaccherini, un nazionale italiano che ha tiro, corsa e capacità di inserimento in attacco, non sarebbe stato scandaloso. Se l’italiano fosse stato utilizzato di più nelle precedenti settimane, forse oggi avremmo un Callejon più tonico. Sulla mediana, diamo atto al tecnico di aver inserito stabilmente i due nuovi acquisti Zielinski e Diawara, ma questo non significa che Allan e Jorginho non siano più necessari, neanche in partite più “abbordabili”. E c’è sempre la questione dell’utilizzo quasi nullo di Rog.

Siamo in un momento delicatissimo della stagione, e se alla prima partita di questo ciclo, contro l’avversario meno impegnativo (l’Atalanta, che ha espugnato il San Paolo), Sarri ha schierato per dieci undicesimi la sua formazione tipo, allora è evidente che ci sono dei limiti del tecnico nella gestione dell’intero gruppo, o meglio riteniamo che nella ottimizzazione delle risorse a sua disposizione l’allenatore debba compiere quello step necessario per una ulteriore crescita sua e della squadra. Speriamo che le motivazioni, notoriamente altissime in partite così sentite come quelle con Juventus, Roma e Real Madrid, aiutino la squadra ad uscire fuori con risultati positivi da questo momento che sarà cruciale.

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