Quando l’esultanza trascende

Negli ultimi anni vediamo frequentemente calciatori che, dopo aver segnato una rete, manifestano la loro gioia con forme di esultanza decisamente fuori dal comune. In passato, invece, si limitavano solo ad un caloroso abbraccio con i propri compagni di squadra, oppure alzando le mani o il pugno al cielo, ricevendo prontamente l’ovazione dei tifosi.

Siamo consapevoli che i tempi cambiano, ma quello era un atteggiamento che ci piaceva, perché rifletteva un’etica sportiva fatta di impegno che si sprigionava nello sforzo agonistico, e che in nessun modo poteva ritenersi offensivo nei riguardi dell’avversario. Oggi invece assistiamo sempre più spesso a "siparietti" piuttosto elaborati che, fin quando non offendono l’avversario, possono anche essere "simpatici", se non restare nella memoria dei tifosi come quello dell'argentino Gabriel Batistuta che mimava fanciullescamente la mitragliatrice!

D'altro canto però, dobbiamo anche ricordare che quando le esultanze sono troppo lunghe, rischiano di rappresentare una vera e propria interruzione del gioco che fa perdere tempo prezioso alla squadra che ha subìto la rete.

Sono invece assolutamente intollerabili tutte quelle forme di esultanza dove i calciatori aizzano il pubblico avversario o lo sbeffeggiano... e sappiamo molto bene che la rabbia di una folla può spesso degenerare in violenza!!! Ed è proprio questo il caso dello spagnolo Alvaro Morata: il suo dito portato alle labbra contro la tifoseria partenopea, durante la partita Napoli - Real Madrid, è un palese segno di sfrontatezza che qualcun altro, visti i suoi trascorsi juventini, non avrebbe tardato a bollare come "lotaggine" pura!

Sicuramente, i cori di sfottò e gli insulti dei tifosi non sono piacevoli per quei giocatori che ne sono vittima, ma i calciatori (e certi allenatori) dovrebbero però sempre ricordarsi, anche in quei momenti, di essere dei "professionisti" (e non delle "lote") e che devono sempre attenersi, oltre che al buonsenso, anche ad un codice di comportamento dettato dal regolamento sportivo.

Francamente, noi non ricordiamo proprio campioni del passato quali Maradona, Platini, Van Basten e altri, lasciarsi andare ad esultanze offensive o sfottò nei confronti del pubblico avversario, anche quando hanno udito improperi da parte di esso.

Pertanto ci auguriamo vivamente che i calciatori professionisti, sia perché lautamente pagati e in quanto uomini di sport, sappiano mantenere (almeno nel rettangolo di gioco e nelle dichiarazioni pubbliche) dei comportamenti che non smarriscano la correttezza sportiva ed il buonsenso, onde evitare reazioni violente delle folle che riempiono gli stadi, e togliendo così ai facinorosi ogni sorta di attenuante.

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