Real Madrid - Napoli: De Laurentiis e l'Esperienza del Presidente

Non abbiamo avuto neanche il tempo di "gustarci" a pieno tutte le emozioni che questa suggestiva sfida di Madrid ci ha regalato, che già saltano fuori un'infinità di polemiche che ci spingono inevitabilmente ad esprimere la nostra opinione.

Nelle interviste post partita, infatti, De Laurentiis ha criticato la squadra in maniera diretta, salvando soltanto Insigne, e l’allenatore in maniera indiretta (ma ugualmente chiara, passateci la contraddizione). Ricordandoci che il Presidente, come ogni altro tifoso, ha il pieno diritto di esprimere la propria opinione (visto che è anche il proprietario della società), le sue dichiarazioni ci trovano però in disaccordo sia in riferimento al momento (perché ha "offuscato" la gioia di un evento sportivo così importante) che nel merito delle osservazioni fatte.

Analizziamo i due aspetti.

Riguardo alla squadra, al di là degli errori (singoli o collettivi) commessi al Bernabeu, è ingeneroso sostenere che i calciatori abbiano giocato senza la necessaria “cazzimma”. Ricordiamoci che di fronte avevamo il Real Madrid, la squadra attualmente detentrice della Champions, e se contro un tale avversario non ci metti tutto quello che hai rischi di perdere molto più di un 3-1 che, nonostante qualche rammarico (la squadra ha pagato a carissimo prezzo i minuti iniziali del secondo tempo dove ha subìto 2 reti), tiene ancora accese le speranze della qualificazione. L’Arsenal, che ha più di 20 partecipazioni consecutive alla Champions League, ha perso 5-1 contro il Bayern, mentre il super stellare Barcellona di Messi, Neymar, Suarez e Iniesta è stato schiantato per 4-0 contro il Paris Saint Germain...

Le rimostranze sulla conduzione tecnica di Sarri, invece, emergono quando De Laurentiis afferma che non tutti i calciatori acquistati vengono utilizzati, e in alcuni casi qualche elemento sarebbe utilizzato fuori posto. Ricordiamo che degli 8 elementi arrivati quest’anno, 3 di essi fanno stabilmente parte del progetto tecnico della squadra (Diawara, Zielinski e lo stesso Milik, che prima dell’infortunio era titolare), mentre Giaccherini e Tonelli nei primi mesi erano infortunati, quindi solo da poco sono operativi. Le critiche di De Laurentiis riguardano evidentemente lo scarso utilizzo di Rog, Maximovic e Pavoletti, e qui ci sentiamo di condividerle solo su Rog (NdR: centrocampista della nazionale croata di cui gli addetti ai lavori parlano un gran bene), mentre Maximovic e Pavoletti, che potranno risultare utili nel prosieguo della stagione, al momento offrono minori garanzie di chi viene preferito a loro. Infine, riguardo all’utilizzo tattico inadeguato di qualche elemento, l’unico calciatore al quale Sarri ha cambiato ruolo è Mertens (a causa dell’infortunio di Milik), trasformandolo in punta centrale per fare di necessità virtù, e con i risultati eccezionali sotto gli occhi di tutti, a parte la partita di ieri dove, ricordiamo, avevamo di fronte il Real Madrid, che sotto la gestione di Zidane sembra più attento, rispetto al passato, anche alla fase difensiva (evidentemente la sua esperienza di ex calciatore nel campionato italiano gli ha insegnato più di quanto non appaia...).

Ecco perché nel titolo dell’articolo abbiamo parlato dell’esperienza che deve ancora fare il Presidente; non si può cavalcare l’entusiasmo per la partita fino a pochi istanti prima che iniziasse, per poi andare giù duro verso giocatori e allenatore dopo una sconfitta che, per le dimensioni dell’avversario, ci può anche stare. Queste dichiarazioni sembrano avere quasi uno scopo preventivo, come se De Laurentiis volesse evitare le critiche dell’ambiente nel caso di una possibile uscita dalla Champions. Il Presidente deve comprendere che i tifosi possono anche accettare le sconfitte (ne hanno viste tante, e sono certamente superiori alle vittorie), ma non possono essere presi in giro, poiché essi sono consapevoli che le squadre di èlite del calcio europeo sono di un altro livello. Quello che gli chiedono è un entusiasmo al progetto che egli stesso ha creato, che non sia fatto solo di dichiarazioni che cavalcano il momento, ma che si sviluppi anche con dei progetti concreti, oltre a quelli tecnici: parliamo di uno stadio all’altezza, una società con altre figure dirigenziali, un settore giovanile sviluppato.

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