Un anno e mezzo di Sarri

Siamo ormai giunti alla fine del girone di andata, è tempo di fare un primo bilancio, sia pure parziale. Rispetto allo scorso campionato, il Napoli ha chiuso con 3 punti in meno, "scendendo" dal primo al terzo posto (che potrebbe diventare il quarto se il Milan dovesse vincere il recupero).

La differenza reti complessiva è scesa da +23 a +20, con i goal subiti passati da 15 a 22. Messa giù così sembrerebbe che gli aspetti negativi pesino più di quelli positivi, invece ci sono diversi elementi importanti a favore della squadra e del suo tecnico, alla guida degli azzurri da un anno e mezzo. Vediamo quelli che secondo noi sono i più significativi.

Cominciamo dai goal fatti, che rispetto allo scorso anno sono 4 in più (42 contro 38), nonostante la partenza di Higuain, un giocatore che non si sostituisce dalla sera alla mattina. Sotto questo aspetto Sarri è riuscito a fare un "capolavoro" tattico perchè, all'indomani della partenza dell'argentino, aveva ipotizzato che in questa stagione le reti andavano redistribuite tra i vari giocatori, cosa che si è già verificata, sia perchè hanno già realizzato almeno una rete ben 11 giocatori (lo scorso anno furono 10 in tutta la stagione) e anche perchè il tabellino di alcuni atleti è già migliorato rispetto ad un anno fa (Mertens e Callejon). Inoltre, anche se nel calcio mancano le controprove, Sarri ha dovuto fare a meno dopo poche giornate dell'importante apporto di Milik, l'attaccante polacco che fin dalle prime giornate si era fatto apprezzare (e che si spera possa rientrare a breve) per il suo contributo di gioco e reti.

Un aspetto che forse è stato sottovalutato da diversi osservatori è il grande dispendio di energie che generalmente provoca il doversi dividere tra Campionato e Champions League, soprattutto per chi come il Napoli non ha una rosa abituata ogni anno a questo doppio impegno (l'Europa League, disputata dagli azzurri negli ultimi 2 anni, nella fase a gironi certamente non logora quanto la Champions). La squadra, dopo un momento di difficoltà nelle partite intermedie, ha trovato la forza caratteriale per uscirne, e anche in Champions si è fatta apprezzare per la qualità del suo gioco. Non dimentichiamo che ad inizio di stagione il superamento del Girone di Coppa era ritenuto uno degli obiettivi fondamentali da raggiungere assolutamente, sia per consolidare il ranking internazionale che per gli introiti economici che ne derivano. Anche su questo versante, quindi, l'allenatore ha ottenuto un risultato importante (fino a questo momento il "più" importante).

Un altro pregio di Sarri è stato quello di aver riconfermato le sue doti di allenatore "addestratore", capace di migliorare tatticamente e tecnicamente i suoi calciatori. Anche quest'anno, infatti, la squadra riesce a proporre un gioco di notevole intensità, sia pure dopo una fase molto critica dove addirittura è stato messo in discussione il prosieguo del suo rapporto con la società, ma da questa fase il tecnico cresciuto a Bagnoli è uscito ancora più forte. Alcuni giocatori nuovi, come Diawara e Zielinski, hanno già migliorato il loro valore, e adesso attendiamo che anche gli altri nuovi diano il proprio contributo. Se consideriamo che in alcune partite Sarri ha anche iniziato a variare il modulo base della squadra (con la Sampdoria ha modificato l'assetto in un 4-2-4 iper offensivo, iniziando a mostrare una duttilità tattica che non gli si riconosceva), allora le prospettive future sono sicuramente incoraggianti, ed il bilancio del tecnico non può che essere positivo. 

 

 

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