Un momento difficile: San Sarri proteggici tu!

La fine dell’avventura in Champions League, terminata il 6 dicembre scorso, con una sconfitta sul campo del Feyenoord (mentre dallo stadio dello Shakhtar già arrivavano pessime notizie), seguita dal pareggio interno in campionato contro la Fiorentina, fallendo così il controsorpasso all’Inter, evidenzia un difficile momento stagionale del Napoli.

Se in Europa, come avevamo realisticamente evidenziato nell’articolo Napoli VS Juventus, verso “La” Partita, era molto difficile il passaggio del turno, in Campionato si sperava in una pronta risposta. Facciamo subito notare che la lotta per lo scudetto, per fare un paragone col Ciclismo, è paragonabile ad una corsa impegnativa come il Giro d’Italia e non ad una tappa singola, e poiché ci sono ancora 22 giornate (!!) non è il caso di drammatizzare un pareggio, ancorché ottenuto in casa.

Il momento è difficile ma non drammatico perché, se anche la squadra avesse un calo atletico, esso sarebbe comprensibile, alla luce del fatto che gli azzurri stanno “tirando la carretta”, con partite che valgono i 3 punti, già dallo spareggio di andata col Nizza del 16 agosto. Un problema di natura tecnico-tattica, però, è apparso evidente contro la Fiorentina, a causa del forfait di Insigne: l’indebolimento della catena di sinistra.

Le giocate dell’attaccante di Frattamaggiore, infatti, hanno fino ad oggi parzialmente attutito le difficoltà su quel lato dovute all’infortunio di Ghoulam, uno dei più in forma in assoluto, e alla scarsa condizione di forma di Hamsik, che in certi frangenti Sarri ha tenuto in campo oltre il dovuto. La mancanza di Insigne contro i viola, dunque, ha reso palese la perdita di efficacia nel settore del campo dove gli azzurri sono più forti.

Come ha evidenziato il giornalista Umberto Chiariello nel suo editoriale della domenica nella trasmissione Campania Sport, nell’ultima partita è apparso evidente lo spostamento del gioco del Napoli sulla catena di destra, dove non ci sono assenze tra i titolari. Questo spostamento, purtroppo, non ha sortito gli effetti sperati, perché Husaj, ottimo elemento in fase difensiva, non garantisce in attacco la stessa spinta che a sinistra dava Ghoulam o che (aggiungiamo noi) dà lo stesso Mario Rui, il quale però non è ancora al 100%; lo stesso Callejon, al di là delle valutazioni atletiche, è sempre stato un calciatore che si fa apprezzare nella finalizzazione dell’azione più che nel suo sviluppo, e non è certo il giocatore che salta l’avversario creando superiorità numerica. Sulla mediana, invece, c’è Allan che continua a battersi come un "leone" dall’inizio della stagione, ma non gli si può chiedere tutto anche nella fase offensiva.

Ma se si parla di leoni (che nell'antica Roma venivano scagliati contro i cristiani) non si può non parlare di santi!

E a lui, solo a lui ribadiamo la nostra grande fede: in San Maurizio Sarri da Napoli! In lui confidiamo che – al di là di qualche dichiarazione da miscredente su un certo utilizzo di titolari e seconde linee – saprà uscire da questa situazione con il lavoro che gli riesce meglio, ovvero quello sul campo. San Sarri proteggici tu!

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