Una Generazione di Fenomeni

La Serie A appena iniziata vede ai nastri di partenza, dopo un po’ di tempo, diversi giovani portieri italiani molto interessanti, e non è difficile immaginare che qualcuno di essi potrà avere una carriera molto brillante.

Tra questi, il nome che va per la maggiore, e non solo perché il suo procuratore è Raiola, è sicuramente il diciottenne Gianluigi Donnarumma, titolare del Milan. Il gigante di Castellammare di Stabia nelle ultime due stagioni è salito alla ribalta nazionale con prestazioni notevoli, che lo hanno già catapultato nel giro della Nazionale azzurra, e al momento sembra il più autorevole indiziato a ripercorrere una carriera (in Italia o all’estero, vedremo) simile a quella di Buffon.

Un elemento di cui si parla benissimo non solo per la stagione appena conclusa, ma anche e soprattutto in prospettiva futura, è Alex Meret. Dopo una sola stagione da titolare in Serie B con la Spal, conclusasi con la promozione in Serie A, il ventenne di proprietà dell’Udinese ha palesato abilità tecnica e personalità. Il ragazzo ha inoltre dimostrato d’avere le idee chiare, perché ha preferito rimanere un altro anno in prestito alla Spal piuttosto che andare subito in club più prestigiosi che però non gli davano garanzie di poter giocare con continuità.

Altro talentuoso portiere di proprietà dell’Udinese è il ventunenne Simone Scuffet. Dopo il suo precoce esordio in Serie A, il ragazzo ha rischiato di gestire male i primi passi della sua carriera per via del rifiuto della famiglia di mandarlo all’Atletico Madrid (NdR: all’epoca era appena diciassettenne), ed il periodo in panchina proprio ad Udine a causa della preferenza per Karnezis da parte degli allenatori friulani passati. Ora che l’Udinese ha deciso di puntare su di lui, è finalmente giunto il suo lancio definitivo.

La stagione della consacrazione potrebbe avvenire anche per il ventitreenne Alessio Cragno, decisivo nella promozione del Benevento in Serie A, rientrato quest’anno al Cagliari. Il fatto di avere qualche anno di esperienza in più rispetto agli altri portieri menzionati, oltre ad una grande reattività tra i pali ed una buona scelta di tempo nelle uscite, lo rende un profilo che può far comodo già nell’immediato ad una squadra con ambizioni superiori.

Un discorso a parte merita Mattia Perin del Genoa, classe 1992, le cui qualità tecniche sono indubbie. Lo scorso anno ha subìto il secondo grave infortunio della sua carriera, la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro (NdR: un anno prima aveva subìto lo stesso trauma al ginocchio destro), e ora che ha ripreso a giocare aspettiamo di vedere in quali condizioni sia. Se si riprenderà bene, ci sarà un altro elemento valido per la Nazionale. Ci sembra di poter dire, perciò, che la scuola dei portieri italiani sembra essere tornata ai livelli di eccellenza del passato, avendo sfornato negli ultimi anni una vera Generazione di Fenomeni, per citare uno storico brano cantato dagli Stadio qualche lustro fa.

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