Archivio Articoli 2016

La Capuleti? Una grande... ispiratrice!!!

Giulietta è 'na zoccola! Così tuonava lo striscione srotolato allo stadio San Paolo dai tifosi partenopei in occasione della partita Napoli-Verona del campionato 1988-1989. La Giulietta protagonista dello striscione era nientepopodimenoche: Giulietta Capuleti! Sì, proprio lei! La soave quattordicenne morta tragicamente per amore, nonché creatura partorita dalla fervida fantasia del drammaturgo inglese William Shakespeare!

I tifosi partenopei erano stati accolti dai veronesi con striscioni che invocavano l'intervento "epurativo" del Vesuvio, e così al ritorno i napoletani pensarono bene di replicare con quello striscione dal sapore "shakespeariano".

Una "risposta", tanto sagace, da diventare "storica" ed ispirare il libro di Cristiano Militello, intitolato appunto Giulietta è 'na zoccola, pubblicato da Kowalski Editore nel 2007. In seguito, il libro di Militello piacque così tanto all'autore televisivo Antonio Ricci da spingerlo a chiedergli di portare lo spirito del libro in televisione con "Striscia lo striscione", rubrica di Striscia la notizia ormai divenuta mitica.

Ma quello non fu un gesto isolato: infatti, nel 1996, sempre in occasione della partita Napoli-Verona, un altro striscione non lasciava più ombra di dubbio: «La storia ha voluto Giulietta zoccola e Romeo cornuto.»

Ennesima risposta esemplare ad una certa tendenza "xenofoba", che in altre curve italiane si è andata ad accentuare sin dalla fine degli Anni Ottanta, anticipando di poco quelle assurde tendenze separatiste del "Carroccio" di Umberto Bossi.

Ma quella non fu solo una frase tipica da striscione, semmai un piccolo capolavoro di arguzia, che - pur se scomodando il genio shakespeariano - voleva essere uno sfregio "scherzoso" alla storia dei due giovani innamorati, simbolo della città di Verona.

Una frase così arguta che anni dopo - nel 2014 - ispirò gli stessi tifosi veronesi con lo striscione «Napoletani figli di Giulietta», non rendendosi conto che così facendo ammettevano pubblicamente che la "loro" Giulietta fosse una grandissima... ispiratrice!!!

Ivan Guidone

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Quando i tagli fanno male alla Salute!

Ben consapevole di andare contro corrente e di non seguire l’attuale flusso tematico delle notizie (votazioni comunali e statunitensi), credo che sia doveroso – dopo ben sei mesi dall’introduzione del decreto Lorenzin – di riflettere sull’attuale situazione della Sanità pubblica.
Con il suddetto decreto, entrato in vigore il gennaio scorso, i “tagli” alla Sanità sono stati così tanti che non si sono limitati alla sola riduzione drastica degli esami medici con il ticket, ma si sono spinti anche ad intimare di multa i medici che prescrivessero troppi esami ad un paziente, anche quando questi si rivelassero importanti per stabilire una diagnosi. Dopo sei mesi dall’introduzione di questo “tagliente” decreto, dunque, possiamo ben affermare che molti italiani tendono a non curarsi più come prima perché costa troppo… è proprio il caso di dirlo che spesso certi “tagli” fanno proprio male!
Alla nostra Signora Ministra della Salute, la beata Beatrice Lorenzin, porgiamo la nostra più accorata ed affettuosa preghiera al fine di farci guarire da questi “tagli”… prima di perire dissanguati!

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L’attacco dei GentilCLONI

Il nuovo governo è appena nato ed è (purtroppo per noi) già vecchio!!! Anzi no, è una copia del precedente! Eh sì perché dopo una lunga lotta tra il  ed il No al Referendum, il voto non ha sortito nessun effetto positivo per il Belpaese! Ed infatti ci siamo ritrovati le stesse facce di ca… precedenti! È proprio il caso di dire che con questo nuovo esecutivo siamo proprio arrivati alla science-finction! Ovvero Star Wars Episodio II… L’attacco dei GentilCLONI!!!

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Sud, Briganti e Taranta: quattro chiacchiere con Eugenio Bennato

In occasione della XXIV° edizione del Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta, il cantautore Eugenio Bennato era presente alla cerimonia di commemorazione per i caduti del Regno delle Due Sicilie, svoltasi il 16 Ottobre 2016 presso il Santuario della Santissima Trinità alla Montagna Spaccata di Gaeta. Uno luogo suggestivo, immerso nella natura e pregnante di eventi storici che, pur se lontani nel tempo, sono ancora oggi attualissimi grazie ai sempre più numerosi lavori di Revisionismo storico. Gaeta fu infatti l’ultima roccaforte borbonica a cadere durante il Risorgimento, e proprio qui – nel 1860 – tantissimi giovani soldati meridionali persero la vita durante l’assedio alla fortezza. Numerosi i partecipanti alla commemorazione, ed è proprio prima del suo inizio che io ed Eugenio abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulla sua musica.

Ivan Guidone [Ck12]: «Eugenio, proprio nei giorni scorsi ho acquistato il DVD del live “Briganti Emigranti” che devo ammettere mi mancava proprio. Mi ha colpito molto il fatto che fosse una risposta alternativa al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, una visione diversa da quella dei “vincitori”.»

Eugenio Bennato: «Oh sì, quel DVD risale al 2010 e fu uno spettacolo molto interessante, grazie anche alla presenza di Pietra Montecorvino.»

Definire Pietra Montecorvino una delle voci femminili più autentiche e viscerali di tutto il Sud Italia potrebbe essere forse persino un po’ riduttivo, ma mentre mi preparavo alla domanda seguente, mi è stato impossibile non pensare allo storico, nonché ironico, debutto della grande Montecorvino nel film di Renzo Arbore “F.F.S.S. Federico Fellini Sud Story. Cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, nel quale interpretava la talentuosa Lucia Canaria, «chella che tene n’ugola tanta!» Un sorriso a “64 denti” stava per “esplodermi” in pieno viso a mo’ di granata, ma ho dovuto trattenermi con tutta la forza per non apparire irrispettoso e continuare la “chiacchierata”…

Ivan Guidone: «Eugenio, volevo chiederti inoltre se il titolo dell’album “Taranta Power”, e dell’omonimo genere musicale da te fondato, sia per certi versi una “risposta” provocatoria al genere americano “Flower Power” degli Anni Sessanta»

Eugenio Bennato: «Non esattamente. All’epoca della registrazione dell’album [NdR: 1998], mi trovavo infatti proprio a New York e cercavo un titolo d’effetto, accattivante, che includesse la parola “tarantella” ma che allo stesso tempo avesse un tocco più internazionale, da qui la scelta del titolo “Taranta Power”.»

Ivan Guidone: «Quindi “Taranta Power” inteso proprio nel senso letterale del termine?»

Eugenio Bennato: « Sì, esattamente. “Taranta Power” inteso come potere della Taranta, cioè della tarantella rituale e dell’energia [NdR: coreo-musicale] che riesce a sprigionare… »

Purtroppo la “chiacchierata” si è poi dovuta interrompere, la cerimonia di commemorazione richiedeva tutta la nostra attenzione e partecipazione. Alla sua conclusione, viene chiesto a sorpresa al grande musicista napoletano di esibirsi dal vivo: pochi attimi di esitazione ed il grande Eugenio inforca la sua chitarra acustica per eseguire “Ninco Nanco”, brano dedicato al celebre brigante aviglianese e – guarda caso – contenuto proprio nel succitato DVD “Briganti Emigranti”.

 

La presenza del cantautore e polistrumentista napoletano all’evento di Gaeta non era né casuale e né formale: sono lustri infatti che il nome di Eugenio Bennato è legato al tema del brigantaggio come “resistenza” ed al concetto di musica etnica del Sud Italia come riscoperta e rielaborazione della tarantella. A tal uopo, va ricordato lo storico album “Brigante se more” del 1980, vero e proprio studio sul brigantaggio meridionale, e “Taranta Power” del 1999, album-progetto per il recupero delle proprie radici come strumento di contrapposizione culturale all’appiattimento identitario voluto dal pensiero unico.

 

Contro questo pensiero unico che mira all’eliminazione delle specificità delle lingue e dei dialetti di ogni paese e regione, Eugenio Bennato si pone come cantastorie controcorrente, brigante moderno alla ricerca di sé stesso attraverso il recupero delle sue radici e della sua storia.

Ivan Guidone

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Siria: emergono le condizioni per il cessate il fuoco

Continuano i colloqui tra gli Stati Uniti e la Russia per cercare di arrivare ad un cessate il fuoco in Siria, nonostante il fallimento dei loro tentativi di chiudere la delicata questione già in occasione del G20. L’obiettivo da raggiungere, almeno quello a cui punta Washington è quello di «una cessazione delle ostilità a livello nazionale, un ripresa dei colloqui a Ginevra sotto gli auspici delle Nazioni Unite e del suo inviato speciale per la Siria, Steffan de Mistura, la consegna degli aiuti umanitari e l’accesso a tutte le aree sotto assedio». A dichiararlo – secondo fonte EFE – è stato il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner. Se la strada che imboccheranno sarà quella auspicata dagli Stati Uniti ci sarà, secondo Toner, anche la possibilità di «lavorare con la Russia per distribuire attacchi diretti specificamente contro al Nusra e Dáesh (NdR: Stato islamico), che sono il nemico chiaro che condividiamo in Siria.»
«Kerry continuerà a lavorare con il ministro degli Esteri (NdR: russo Sergey) Lavrov, e l’aspettativa è che si incontreranno di nuovo molto presto, ma ancora non si conosce il luogo o il momento specifico», ha detto Toner, specificando che le squadre tecniche di entrambi i paesi stanno lavorando insieme a Ginevra per cercare di raggiungere un accordo.
Una buona notizia che arriva qualche giorno dopo il sit-in tutto italiano, organizzato a Roma dall’Associazione Art. 21 in collaborazione con UnicefAmnesty InternationalComunità Sant’EgidioFederazione Nazionale Stampa Italiana, gruppo #NoBavaglio e tante altre associazioni per chiedere di fermare i bombardamenti su Aleppo e Manbij ed aprire i corridoi umanitari per la fornitura alle popolazioni assediate. Una piazza in cui è stata espressa una fiducia incondizionata nei confronti del segretario generale Staffan de Mistura che sta spingendo affinché si arrivi ad una tregua duratura per portare gli aiuti ad Aleppo che – va ricordato – sono indispensabili per poter salvare i 100mila bambini intrappolati e le 300mila persone che stanno morendo di fame e di stenti, costretti a nutrirsi di foglie e carcasse di animali. Per Antonella Napoli, giornalista e membro del Consiglio di presidenza di Articolo 21, «il nostro sit-in è stato un gesto simbolico, una testimonianza di chi non si indigna solo ad Agosto ma chiede con forza lo stop dei bombardamenti in Siria».
Voglia di reagire e di non assistere passivamente ad un’inutile guerra civile che, in Siria, dal 2001 ad oggi ha solo portato a moltiplicare i morti e rendere le condizioni di vita dei civili inaccettabili per Stati come l’Italia.
Ognuno, secondo il presidente della FNSI, Beppe Giulietti, può contribuire in quello che si è capito esser solo l’inizio di un cammino che punta alla pace. «In una guerra sporca – ha detto – dove le potenze sembrano non capire da quale parte stare, noi dobbiamo stare dalla parte dei più deboli e dare voce ai molti giornalisti e blogger che da Aleppo cercano disperatamente di mandare messaggi e fare sentire da loro quello che accade.» «È necessario  ha proseguito – raccontare e portare in prima pagina le loro storie, contestualizzarle e non stancarsi mai. So che c’è un cinismo che tende a dire che non serve a niente ma – ha proseguito – non è vero chi lo fa non vuole risolvere la situazione. Ci sono molte donne e tanti uomini che chiedono di non essere isolati perché è l’unico modo per non sparire definitivamente e questa è la strada da seguire.»
Le speranze per il futuro si scontrano subito con un presente in cui si continua a scrivere e testimoniare il dramma di una ennesima inutile guerra civile. Attivisti siriani e soccorritori presenti nella parte in mano ai ribelli della città di Aleppo hanno fatto sapere che martedì aerei del governo avrebbero sganciato bombe sospette sull’affollato quartiere di Al Sukkari colpendo e ferendo circa 80 civili.
La notizia più grave, arrivata da Aleppo, è che potrebbe esser stato utilizzato gas cloro. Si tratta di un’arma grezza che può essere fatale in alte concentrazioni. In dosi più basse, può danneggiare i polmoni o causare gravi difficoltà respiratorie e altri sintomi, tra cui vomito e nausea. Sempre martedì, il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalin ha dichiarato all’emittente turca NTV che la Turchia sta proponendo di introdurre un cessate il fuoco di 48 ore intorno alla città assediata siriana di Aleppo al fine di garantire le forniture ininterrotte di aiuti umanitari delle Nazioni Unite per la popolazione civile. La richiesta, che si spera venga accolta, dovrebbe estendere il cessate il fuoco fino al Kurban Bayrami, la festa più solenne dell’Islam, che celebra la sottomissione di Abramo – pronto a sacrificare suo figlio (per noi Isacco, per i musulmani Ismaele), poi sostituito da un montone – a Dio.
Una notizia che tiene con il fiato sospeso coloro i quali, anche dall’Italia, sanno che la lotta è contro il tempo. I capi delle potenze mondiali hanno avviato i colloqui per raggiungere un compromesso, mentre i bambini di Aleppo stanno cercando di andare avanti e, con ingegno, hanno trasformato un cratere – generato dall’esplosione di una bomba – in una piscina (vedi vignetta di Ivan Guidone). Un messaggio chiaro di come, anche in una terra martoriata e con la gente lasciata al proprio destino, la vita vuole – e deve – continuare.

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Il Paese trema, la Nazione piange

Il Paese trema, la Nazione piange… proprio così: negli ultimi anni l’Italia sta vivendo sulla propria “pelle” momenti altamente drammatici causati da inaspettati – quanto spietati – movimenti tellurici. Non starò qui a parlare del numero delle vittime o della stima dei danni subiti, questi sono dati già tristemente noti, ma anche “cibo” per giornalisti-avvoltoi che ne ricavano da essi sacchi di articoli, speciali televisivi e pubblicazioni cartacee, per non parlare delle “visite di presenza” di alcuni politici-iene sempre “avidi” di visibilità.

Ma da tutte quelle macerie non è emersa solo la disperazione della gente, ma anche l’umanità dei volontari, l’instancabilità della Protezione Civile, l’operosità delle Forze Armate, e tutta la solidarietà che il nostro paese riesce sempre ad esprimere nei momenti più drammatici. Sì, la terra ha tremato ed il nostro paese piange ancora le sue vittime, mostrando così, forse, il suo volto più genuino ed autentico.

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Erdogan, per epurare fino in fondo!

Dopo il fallito golpe in Turchia, il presidente Erdoğan non si è limitato solo al plateale appello al cellulare della giornalista CNN per chiedere al popolo di resistere ai golpisti. Ma si è dato poi – anima e corpo – alle “grandi pulizie”, che hanno “travolto” magistrati, insegnanti, religiosi e militari legati al predicatore islamico Gülen, odiato avversario di Erdoğan, già auto-esiliatosi negli Stati Uniti anni fa.

Grande il numero degli “epurati” (si parla di oltre 9000 arresti), così come il numero dei suoi sostenitori che – muniti di telefonini – lo segue costantemente. Ma il segreto di queste “grandi pulizie” non sta solo nell’olio di gomito, ma anche nell’apposito detergente utilizzato: sembra infatti che il presidente turco abbia brevettato la formula vincente per una epurazione perfetta. Valida anche la campagna pubblicitaria studiata ad hoc e condotta via streaming: comprate il detersivo Erdoğan, per epurare fino in fondo!

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Quando se ne vanno sempre i migliori…

Eh sì, come recita il vecchio adagio, se ne vanno sempre i migliori… e questo è quanto mai vero nel caso della perdita del grande attore Bud Spenser, nome anglofilo dietro al quale si nascondeva il napoletanissimo Carlo Pedersoli. Grande di stazza e di cuore, lascia un vuoto incolmabile nel mondo cinematografico, forse paragonabile a quello lasciato dalla Gran Bretagna nell’ambito dell’Unione Europea dopo il cosiddetto Brexit. Una decisione dura, che non trova però d’accordo la fiera Scozia, attualmente in trattativa con Bruxelles per restare in Europa.

Possiamo ben dire che il 2016 sembra essere un anno di grandi addii, sono infatti tanti gli “amici mediali” che ci hanno lasciato durante quest’anno: Christopher Lee (leggendario attore di Dracula / Star Wars / Signore degli Anelli), Lemmy Kilmister (l’abrasiva voce dei Motörhead), David Bowie (maschera rock dai tanti volti quali Ziggy Stardust e Duca Bianco), Marco Pannella (eroe di tante battaglie civiche e sociali). Ma “Lui”, no… Renzi resta!!!

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